Vocabolario e-commerce

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Una delle caratteristiche del marketing e dell’e-commerce è che molti dei termini utilizzati derivano dalla lingua inglese e non vengono tradotti. Questo ogni tanto genera confusione, e perciò ho pensato di scrivere una lista con i termini che vengono utilizzati più frequentemente nel mondo del marketing e che spero vi possa aiutare!

Partiamo dalle due definizioni più importanti, dopodiché procederemo in ordine alfabetico:

E-commerce: è l’abbreviazione di electronic commerce, ovvero commercio elettronico. Indica quel processo di compravendita di servizi e/o prodotti che avviene tramite lo scambio di informazioni tra un utente e il sito in cui sta navigando. I negozi online possono essere di un’azienda o di parti terze, come ad esempio Amazon ed eBay. Per un articolo di approfondimento sull’e-commerce cliccate qui.

M-commerce: è l’abbreviazione di mobile commerce, ovvero commercio da dispositivi mobili. Vale lo stesso concetto dell’e-commerce, ma con la differenza che l’utente acquista da dispositivi quali smartphone o tablet. Maggiori informazioni sul nuovo trend del commercio online lo trovate nell’articolo “L’m-commerce: l’evoluzione dell’e-commerce

E-commerce, m-commerce - Gamobu

 

A/B Test: il termine rimane invariato ed è un processo per testare che ciò che abbiamo costruito funzioni in modo corretto o per verificare quale tra più versioni di uno stesso progetto finito funziona meglio. Utilizzato molto spesso nella creazione di landing page, creazione di campagne newsletter o social media.

Affiliate Marketing: il marketing di affiliazione si riferisce ad un individuo o ad un business che promuove i prodotti o servizi di un’entità terza in cambio di una commissione. I siti e-commerce di solito hanno programmi di affiliazione in cui gli utenti si iscrivono per poter ricevere commissioni per ogni prodotto venduto tramite uno specifico link creato appositamente per ciascuno di loro. Alcuni programmi di affiliazioni conosciuti sono Amazon o Mr Porter.

B2B e B2C: rispettivamente Business to Business e Business to Consumer. Indicano le relazioni che un’impresa detiene con i suoi clienti: un’azienda può infatti offrire un servizio/prodotto utile ad altre aziende (B2B) oppure a individui (B2C).

Bounce Rate: in italiano la frequenza di rimbalzo, è quel dato che ci permette di capire quante persone lasciano il sito dopo aver visitato una sola pagina del sito stesso. Questo significa che la pagina su cui arrivano è anche l’ultima che visitano. Cercate di ridurre il valore ottimizzano i link interni collegando le varie pagine tra di loro.

Click through rate (abbreviato in CTR): ovvero la percentuale di click. È un dato che viene molto utilizzato nel marketing e che si riferisce a quante persone hanno cliccato su uno specifico link in un’email o su una pubblicità rispetto al totale delle persone a cui quell’email o pubblicità viene offerta.

Click To Action (il cui acronimo è CTA): ovvero cliccare per azionare. È generalmente utilizzato in riferimento a bottoni che possono essere cliccati per completare una specifica azione. È utile servirsi indicazioni chiare per permettere ai visitatori di completare le azioni che vogliamo essi compiano, come ad esempio l’acquisto di un prodotto o l’iscrizione alla nostra newsletter.

Content Management System (abbreviato in CMS): ovvero sistema di gestione dei contenuti. Questa tipologia di software permette di costruire siti web senza la conoscenza della programmazione web. Tra i sistemi più conosciuti troviamo WordPress, Joomla! e Drupal.

Content marketing: ovvero marketing utilizzando i contenuti, è quell’approccio strategico che si focalizza sulla creazione e la distribuzione di contenuto di valore, rilevante e consistente, in grado di attrarre e mantenere un pubblico specifico con lo scopo finale di convertire quel pubblico in clienti paganti. Per questo blog ho scritto due articoli riguardanti il contenuto per il vostro sito e-commerce, ovvero “L’importanza dei contenuti per il tuo e-commerce” e “Come creare contenuti per il tuo e-commerce“.

Cookie: non c’è traduzione per questo termine in quando utilizzato anche in italiano come cookie. I cookie sono semplicemente dei file installati da un sito nel browser del visitatore in modo da raccogliere informazioni sul suo comportamento (come ad esempio tempo speso sul sito, numero di pagine visualizzate, ma anche il contenuto di un carrello elettronico e così via).

Cost-per-click (abbreviato in CPC): è il costo che si paga per un singolo click ricevuto su una nostra pubblicità. Per esempio se il CPC è di 50 centesimi significa che per ogni click dovremo pagare 50 centesimi.

Content Marketing - GamobuDisplay Advertising: è costituito da banner, barre laterali e tutte quelle pubblicità prevalentemente visive (siano esse immagini statiche, GIF, flash o video) che appaiano sui siti durante la navigazione. La distribuzione di questa tipologia di pubblicità è possibile a network che raccolgono le pubblicità e poi le posizionano su determinati siti. Un esempio è il Google Display Network.

Email marketing (Newsletter): è quella tecnica di marketing che utilizza un email client, ovvero un servizio di invio di email ad un database. Di solito si offrono sconti sul primo acquisto in cambio di alcuni dettagli dei visitatori, tra cui il più importante l’indirizzo di posta elettronica. Ottimo strumento per comunicare il lancio di nuovi prodotti, saldi e storie del proprio blog. La guida all’email marketing che ho scritto per i lettori di Gamobu la potete trovare qui.

Inbound marketing: ovvero marketing in entrata/arrivo. Si tratta di marketing che si focalizza sulla strategia di essere trovati dai propri clienti. Ci si concentra così su contenuti e messaggi che conquistano l’audience (pubblico) di riferimento. Tra gli strumenti dell’inbound marketing troviamo il contenuto (alla base di qualsiasi strategia), la SEO (Search Engine Optimisation), social media marketing, email marketing e SEM (Search Engine Marketing). Questi strumenti permettono di portare visitatori al proprio sito senza essere intrusivi.

Influencer: con l’avvento dei social media, persone con interessi specifici hanno trovato canali che potessero permetter loro di esprimere le proprie passioni e raggiungere un pubblico con gusti simili: fashion blogger, video giocatori, scrittori e via dicendo hanno trovato quindi nei social media la possibilità di condividere le proprie conoscenze e/o capacità con milioni di persone. L’influencer non è altro che una persona che ha un gran numero di followers sui propri canali social e che può quindi essere un “aggancio” vantaggioso/a per una strategia di marketing.

Keyword: ovvero parola chiave. Con questo termine si indica una parola che si riferisca esplicitamente al nostro prodotto/servizio. Le parole chiavi sono molto utilizzate per costruire strategie di SEO e campagne pubblicitarie sui motori di ricerca.

Landing page: o “pagina d’atterraggio” in italiano, è una pagina costruita con uno scopo preciso, ovvero raccogliere informazioni relative al visitatore o condurlo ad una vendita. Il tasso di conversione per questa tipologia di pagine è più alto rispetto ad una normale pagina web, in quanto si riferisce ad un pubblico preciso che arriva sulla pagina da un link specifico o tramite una campagna PPC (pay per click, come ad esempio Google AdWords o Facebook). Il più delle volte si offre al visitatore uno scambio specifico: ad esempio offriamo un report gratuito e gli chiediamo in cambio di compilare un modulo con informazioni personali, quali nome e indirizzo di posta elettronica. L’articolo specifico che vi spiega cos’è e come creare una landing page, lo trovate qui.

Pay-per-click (abbreviato in PPC):  ovvero pagamento ad ogni click, solitamente riferito ai servizi dei motori di ricerca che portano traffico al tuo sito tramite pubblicità a pagamento. Il costo per ogni visitatore che clicca su una specifica pubblicità è determinato dall’offerta che si fa per quel click (bid), oppure si paga un prezzo fisso (flat fee).

Search Engine Marketing (abbreviato in SEM): ovvero marketing tramite l’utilizzo dei motori di ricerca, è conosciuto anche come search marketing, ovvero marketing di ricerca. A questa tipologia di marketing si legano i termini PPC e CPC, in quanto si creano campagne a pagamento per creare un flusso di traffico qualificato al proprio sito. A differenza della SEO, il SEM richiede un investimento finanziario, ma solitamente porta risultati immediati.

Search Engine Optimisation (conosciuto nell’abbreviazione di SEO): ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca, si riferisce a tutte quelle pratiche di marketing che permettono una facile reperibilità del proprio sito sui motori di ricerca. Questa pratica aiuta ad essere trovati facilmente e direziona traffico qualificato (ovvero interessato) al proprio sito, e per questo fa parte degli strumenti dell’Inbound marketing. È una pratica che richiede tempo affinché si vedano i risultati, ma è completamente gratuita. Ho scritto un articolo approfondito su come ottimizzare i contenuti del proprio sito e-commerce, e lo potete trovare qui.

Search Engine Result Page (abbreviato in SERP): ovvero la pagina di risultati generata da un motore di ricerca dopo aver cercato una parola specifica o una frase. La SEO è proprio dedicata alla SERP, in quanto intende portare il proprio sito al primo risultato della prima pagina di un motore di ricerca.


Questo elenco di parole non vuole essere definitivo e verrà aggiornato di tanto in tanto con nuovi termini. Non dimenticarti di passare a controllarlo! Se hai parole specifiche che vuoi siano introdotte puoi scrivere un commento a fine articolo o mandarmi un’email a ivan@gamobu.eu. E se l’articolo ti è piaciuto perché non condividerlo?

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About Author

Ha una laurea in Lingue e istituzioni economiche e giuridiche dell’Asia Orientale e un master in marketing. Ha sviluppato un interesse per il digital marketing e l’e-commerce. Vive e lavora a Londra come digital ed e-commerce manager.