TITOLO: Atti umani
AUTORE: Han Kang
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014 in Corea del Sud, 2017 in Italia
CASA EDITRICE: Adelphi
GENERE: Storico
Direttamente da “Atti umani”:
“Dopo la tua morte non ho potuto celebrare un funerale,
Così questi occhi che un tempo ti vedevano divennero un santuario.
Queste orecchie che un tempo udivano la tua voce divennero un santuario.
Questi polmoni che un tempo aspiravano il tuo respiro divennero un santuario.”
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “ATTI UMANI”
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “ATTI UMANI“?
Ho scelto “Atti umani” nell’ambito del nostro Club del Libro 2024, visto che questo mese eravamo alla ricerca di scrittori nati in Corea del Sud.
Negli ultimi anni la cultura sudcoreana ha avuto un’esplosione a livello globale. I loro registi sono tra i migliori al mondo (Bong Joon-ho su tutti), milioni di ragazzi cantano le loro canzoni (BTS, Blackpink), e le serie TV diventano opere di culto (Squid Game). In questo contesto, anche la letteratura coreana ha iniziato a godere di grande popolarità: penso ad esempio a Min Jin Lee e Cho Nam-Joo, ma ce ne sono molti altri. Tuttavia, un nome continuava a tornare nelle conversazioni, negli articoli, nelle librerie che giravo: Han Kang.
Han Kang è un peso massimo della letteratura coreana e non. La sua opera più conosciuta (nonché la prima pubblicata in inglese) è “La vegetariana“, con cui vinse il prestigioso Man Booker International Prize nel 2016. Gli altri due libri pubblicati successivamente in Occidente e che hanno suscitato grande attenzione sono appunto “Atti umani” e “L’ora di greco“.
Considerando le trame dei tre libri, ho scelto “Atti umani” alla luce dei fatti di cronaca che ormai ci attanagliano da due anni a questa parte. Parlo nello specifico dei conflitti in Ucraina e nella Striscia di Gaza. Da un lato abbiamo i soldati di professione, i politici, gli osservatori, i leoni da tastiera. Dall’altra abbiamo le vere vittime. Tutte quelle persone che sono incatenate a una zona di guerra che chiamano casa. Nella tragicità di questi eventi, non possiamo che provare affetto, orrore, solidarietà. Le esperienze di queste persone arrivano poche volte alle nostre orecchie, e quando lo fanno sono mozzate da esigenze editoriali (i classici 10 secondi di interviste doppiate al TG).
“Atti umani” ci parla di vittime e sopravvissuti di un conflitto che in realtà in Occidente è conosciuto molto poco (non lo sono tutti, quando non ci riguardano?). Han Kang ci presenta tutta la brutalità di cui l’uomo è capace, ma anche l’amore per la vita e la perseveranza di chi riesce a sopravvivere alla Storia.
COSA MI È PIACIUTO E COSA NON MI È PIACIUTO
Han Kang è un’autrice che cattura fin dalle prime parole. La sua attenzione verso il linguaggio fa sì che i suoi paragrafi siano evocativi e profondi. Ogni parola viene scelta con cura maniacale, ogni allegoria è perfetta. Leggere i suoi racconti è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, anche quando la reazione che suscita è di rigetto.
Leggendo questo libro, sono stato colto di sorpresa già dai primi capitoli da una narrazione che cambia continuamente punto di vista. Si finisce un capitolo e non si sa cosa succederà in quello successivo. Han Kang utilizza anche un altro intelligente strumento narrativo: a livello temporale infatti, il libro affronta gli avvenimenti di quel fatidico 18 maggio 1980, ma anche i giorni precedenti e quelli successivi.
Attraverso questo continuo cambio di connotazioni temporali e punti di vista, il filo conduttore inizia a manifestarsi. I capitoli non sembrano più disgiunti, ma anzi collegati in maniera intelligente, e le storie individuali diventano parte di una storia più grande. Pagina dopo pagina capiamo il significato di parole e azioni che abbiamo sentito o visto a inizio libro. Mentre proseguivo la lettura mi sono ritrovato molte volte a pensare “Ah! Ma vuoi vedere che questa persona è…”. Non mi aspettavo questo genere di esperienza da un’opera saggistica, ed è stata una bella sorpresa.

C’è un altro aspetto di “Atti umani” che mi ha molto colpito. Questo libro ci parla di una rivolta, ad opera di persone comuni, studenti, pensionati. Sono persone semplici che scelgono di immolarsi per una giusta causa.
In inglese, rivolta si traduce con “uprising”. Questo termine evoca concetti come tornare a galla e riemergere. Non è un caso. La memoria infatti gioca un ruolo fondamentale negli eventi trattati qui. Alcuni personaggi sono aggrappati alla memoria di chi non c’è più, e ogni piccolo particolare della persona amata e ormai scomparsa porta sollievo e dolore allo stesso tempo. Altri personaggi vogliono solo dimenticare le sofferenze patite in quei terribili giorni, ma questo non è sempre possibile. Come quando una delle vittime viene tartassata di domande da un accademico che vuole scrivere un libro sulla rivolta di Gwangju. Da un lato c’è lo spirito di sopravvivenza che ci spinge a dimenticare i traumi del passato; dall’altro c’è la possibilità di condividere la propria storia affinché certe situazioni non si verifichino più.
Ma possiamo leggere “uprising” anche con un altro significato. Nella sua etimologia, “uprising” vuol dire risveglio e resurrezione. È un continuo rialzarsi di fronte alla avversità, nonché l’atto con cui si torna alla vita. È il potere terapeutico di tenere viva la memoria di eventi che non non dovremmo mai permettere accadano di nuovo. Mi piace il senso di forza che traspare da questo termine, perché “uprising” ha una connotazione potente: sono le onde del mare che si ergono, unite, creando un invalicabile muro di resistenza.
A CHI RACCOMANDO “ATTI UMANI”?
“Atti umani” è una lettura essenziale in primis per tutti coloro che sono affascinati dalla cultura coreana. I tragici eventi degli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso sono una pagina decisamente oscura della storia di questo Paese, ma non per questo meno importante per capirne il presente. Han Kang e la sua scrittura sopraffina ci fanno riflettere sul concetto di memoria, e di cosa voglia dire non arrendersi mai.
Questo è il libro che ho scelto come parte del nostro Club del Libro 2024. Se siete alla ricerca di nuovi libri da leggere quest’anno, date un occhio ai nostri consigli per gli acquisti.
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