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Recensioni

Recensione di “Come l’arancio amaro” di Milena Palminteri

Ivan Dalla MassaraBy Ivan Dalla Massara7 Settembre 2024Updated:13 Maggio 2026Nessun commento9 Mins Read
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Recensione di Come l'arancio amaro di Milena Palminteri - Casa Editrice Bompiani di Giunti Editore - Gamobu
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TITOLO: Come l’arancio amaro
AUTORE: Milena Palminteri
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2024
CASA EDITRICE: Bompiani
VINCITORE: Premio Bancarella 2025
GENERE: Narrativa

Tratto direttamente da “Come l’arancio amaro”:

Non so se per merito mio e con quali possibilità di far franare il muro: oggi però una crepa nella normalità di un’omertà centenaria si è prodotta. E nelle crepe nascono i fiori.

“Come l’arancio amaro” di Milena Palminteri è il vincitore del Premio Bancarella 2025.

RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “COME L’ARANCIO AMARO”

Siamo nella Sicilia degli anni Sessanta, ma anche in quella del Ventennio. Carlotta, trentaseienne, è il filo conduttore del romanzo. Cresciuta in una famiglia nobile, i Cangialosi, non ha mai sviluppato un rapporto d’amore con la madre. Questo sentore che non sia solo colpa sua diventa verità quando Carlotta trova un vecchio documento all’Archivio notarile di Agrigento dove lavora. Nonostante abbia studiato legge infatti, dietro consiglio e spinta dello zio Pippino, Carlotta si è ritrovata a lavorare come impiegata statale. Non che fosse la sua scelta, ma nel 1947 nei tribunali siciliani ancora si pensava che una donna non poteva essere avvocatessa.

Carlotta inizia così una ricerca di informazioni su quello che era successo e sul significato di quell’atto che ha trovato. La nonna paterna aveva denunciato la madre di Carlotta accusandola di non averla partorita ma comprata. E qui inizia il filo di due storie: Senza famiglia, che segue la storia di Carlotta negli anni Sessanta alla scoperta delle sue origini; e La storia quella vera, che segue invece l’evoluzione della famiglia Cangialosi e di come Carlotta sia venuta al mondo.

DUE STORIE PARRALLELE SI INTRECCIANO: PASSATO E PRESENTE CI PORTANO AL FUTURO DI CARLOTTA

La storia quella vera ci fa incontrare altre figure femminili e predominanti attraverso tutto il libro. Troviamo Nardina che sposa Carlo Cangialosi, ma che non riesce a rimanere incinta. Sabedda che da umile serva non può permettersi di mantenere il figlio che porta in grembo. Ed è Bastiana, madre di Nardina, che con l’aiuto di don Calogero, mafioso, organizzano un piano scellerato che porterà le vite delle donne protagoniste di questo libro ad intrecciarsi.

“Come l’arancio amaro” è un romanzo ricco di sfumature che porta Carlotta a scoprire non solo il suo passato, ma anche la sua vera vocazione. Nuova di una forza che ha riscoperto dopo aver trovato la verità, Carlotta diventa quello che aveva sempre voluto essere.

COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “COME L’ARANCIO AMARO”?

Dall’anno scorso mi sono imposto di leggere almeno un libro al mese. La lettura mi porta serenità ed è veramente qualcosa che mi trasporta in un universo parallelo. Mi aiuta a trovare il mio spazio, altrove. Ed è proprio così che è nato il Club del libro di Gamobu: l’idea di riuscire a leggere almeno un libro al mese. “Come l’arancio amaro” è il mio ventesimo libro del 2024. So che ci sono molte persone che leggono molto di più, ma sono un lettore lento e mi piace prendere il tempo necessario per gustarmi un libro.

Così da quando abbiamo iniziato questo progetto, mi sono ritrovato a leggere molta letteratura asiatica, in particolare giapponese e coreana, ma anche italiana. E infatti se il Club del libro che abbiamo pensato per quest’anno ha lo scopo di leggere un libro al mese di uno scrittore da un paese diverso, mi ha portato a voler leggere ancora di più i nostri scrittori. E così ho deciso che alternerò una lettura per il Club del libro, con una di uno scrittore o una scrittrice italiani.

Ad agosto sono stato in Italia qualche giorno, e mi sono messo a cercare tra le nuove uscite cosa mi potesse interessare. Sono così capitato su “Come l’arancio amaro” di Milena Palminteri, e su “Il cognome delle donne” di Aurora Tamigio, ma anche sull’ormai conosciutissima saga dei Florio, tutti romanzi che sono per altro ambientati in Sicilia. La scelta di leggere “Come l’arancio amaro” per primo è stata determinata da due fattori. Il primo: la copertina mi ricordava un po’ quello de “La portalettere” di Francesca Giannone, libro che ho divorato e amato. E secondo: si tratta di una saga famigliare, proprio come il libro appena citato, o come “Domani, domani” sempre della Giannone e che ho letto di recente e che consiglio caldamente.

Dalla trama è vero che anche “Il cognome delle donne” sembra essere una saga famigliare, ma quando ho scelto il libro vedevo un po’ più di pubblicità per “Come l’arancio amaro”. E così la decisione è stata presa.

COSA MI È PIACIUTO E COSA NON MI È PIACIUTO

La storia di “Come l’arancio amaro” ti prende da subito. Scopriamo con Carlotta un segreto che determina tutta la sua vita e che nessuno ha voluto confessarle. Nelle prime duecento pagine il racconto è un po’ lento perché incontriamo tutti i personaggi della storia e le loro relazioni. Quindi è normale che ci sia questo spaccato di luoghi, storie, intrallazzi per permetterci di conoscere quello che succede. Ma devo dire che la maestria della Palminteri è stata di tessere un racconto che fino alla fine ti trattiene.

Perché nonostante noi iniziamo a capire come sono andate le cose via via che ci inoltriamo nelle pagine del libro, Carlotta è ancora all’oscuro di tutto. E tra una pagina e l’altra, ci sono moltissimi colpi di scena. Arrivato alle ultime cinquanta pagine, devo ammettere che mi è salita tristezza per la fine prossima del libro.

UNA STORIA CHE CI TRASPORTA DIRETTAMENTE NEL MONDO VISSUTO DAI SUOI PERSONAGGI!

Una delle cose però che ho trovato più difficili da comprendere sono tutti i dialoghi in Siciliano. Nonostante lo abbia apprezzato mentre la storia si faceva più densa, perché dava veramente un tono realistico alle dinamiche, ho trovato molti passaggi difficili da comprendere. Lo ammetto da “Polentone” del nord quale sono, questo aspetto l’ho trovato l’unico ostacolo ad una lettura fluida.

È un po’ come quando si leggono alcuni dei libri di Matteo Bussola, e sporadicamente appare una parola in dialetto Veneto e mi sono sempre domandato se fosse comprensibile per un lettore al di fuori della regione. (Nel suo ultimo libro, “La neve in fondo al mare“, non ci sono parole in Veneto, e la lettura è estremamente fluida).

Ma nonostante le difficoltà, oltre a colorare la storia di una lingua che non comprendevo, mi ha aperto le porte ad un nuovo aspetto culturale del mio paese. Una crescita di cui non posso non esserne felice!

Gamobu - Recensione di Come l'arancio amaro di Milena Palminteri - Club del Libro

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“Come l’arancio amaro” è un romanzo tutto al femminile. Nonostante molte delle decisioni e delle azioni sono compiute da una società altamente maschilista, in una Sicilia degli anni ’20, le nostre protagoniste sono infatti quelle che determinano la loro vita. Carlotta è alla ricerca della verità su se stessa e le sue origini, e inizia a sfidare tutti per poterla trovare. Nardina è determinata a dare un erede a suo marito Carlo, e subisce la decisione di un’altra donna, sua madre Bastiana. E anche Sabedda, nonostante sia serva, decide di lasciare Saracca due volte: per passare una gravidanza tranquilla e quando fugge per sempre dalla Sicilia per una vita che sia solo sua. Tutte abbracciano i loro destini, per quanto possano essere dolorosi.

Una cosa molto difficile da digerire durante la lettura, sono tutti gli abusi degli uomini sulle donne, dalla violenza fisica e verbale arrivando anche allo stupro. Portando all’attenzione del pubblico non solo una problematica regionale e storica, ma un problema ben radicato nella nostra quotidianità. Nei primi sei mesi del 2024, 49 donne sono state uccise, di cui 44 in ambito familiare/affettivo*.

LA STORIA DEL NOSTRO PAESE È LO SFONDO PERFETTO AD UN ROMANZO APPASSIONANTE CHE ASSORBE IL LETTORE FINO ALL’ULTIMA PAGINA.

Nel romanzo è anche sfiorato l’argomento della mafia e di com’è venuta ad essere. In un’isola abbandonata a se stessa dallo Stato, alcuni individui hanno iniziato ad aiutare la popolazione locale, arrivando fino all’illegalità per completare le richieste. Questo in cambio di silenzio o altre richieste, pena l’estorsione e il ricatto. Ed è anche posta in correlazione con il Fascismo e di come Mussolini avesse iniziato una caccia ai mafiosi portando alcuni di loro a lasciare l’isola e trasferirsi all’estero, migrando in America, come nel caso del personaggio di don Calogero.

La storia di Carlotta, Nardina e Sabedda, le nostre tre donne, si ritrovano in questo contesto storico che si attiva anche attraverso le loro vite. Trovo che proprio per questo il romanzo mi sia piaciuto così tanto: un momento storico del nostro Paese che fa da sfondo ad un intreccio letterario che assorbe il lettore fino all’ultima pagina.

“COME L’ARANCIO AMARO” TRAE INSPIRAZIONE DALLA VITA DELL’AUTRICE.

Piccola chicca: su Instagram ho visto un video della Palminteri stessa che raccontava come davvero nel 1987 era conservatore degli archivi notarili e per il suo lavoro doveva davvero sfogliare atti notarili. In una delle sue letture quotidiane si imbatte un verbale di inventario di eredità di un centinaio di pagine. I genitori del defunto accusano la moglie di una gravidanza fasulla. Nell’atto c’è anche il racconto di come un bambino venga messo in una cesta e fatto salire fino alla stanza della moglie. Particolari che poi vengono anche ripresi nel libro. Tutto il resto dice la Palminteri è come si è immaginata la storia che ne derivava.

A CHI RACCOMANDO “COME L’ARANCIO AMARO”?

Mi sto avvicinando molto alle storie che raccontano il nostro Paese, attraverso i nostri luoghi, i nostri avvenimenti storici, i dettagli di una regione. Una cosa che mi porta più vicino a casa, all’Italia. Il romanzo è scritto benissimo, moltissimi i dettagli che ci accompagnano alla scoperta dei luoghi e dei personaggi che li abitano. Una scoperta di un periodo storico e di una regione italiana che ha tantissimo da offrire. Lo consiglio perché è romanzo che va letto.


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*Fonte: https://www.agi.it/cronaca/news/2024-07-14/violenza-donne-uccise-partner-ex-27117142/

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Ivan Dalla Massara
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Ha una laurea in Lingue e istituzioni economiche e giuridiche dell'Asia Orientale e un master in marketing. Ha sviluppato un interesse per il digital marketing e l'e-commerce. Dopo 10 anni a Londra e un nuovo passaporto blu, si trasferisce a Parigi a fine del 2021 per gestire a livello europeo due brand online per la multinazionale del lusso LVMH.

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