TITOLO: Fratelli d’anima
AUTORE: David Diop
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018 in Francia, 2019 in Italia
CASA EDITRICE: Neri Pozza
GENERE: Narrativa
Direttamente da “Fratelli d’anima”:
Lo so, l’ho capito, non avrei dovuto. Nel mondo di prima non avrei osato, ma nel modo di oggi, per la verità di Dio, mi sono permesso l’impensabile. Nella mia testa non si è alzata nessuna voce a impedirmelo: le voci dei miei antenati, quelle dei miei genitori sono rimaste in silenzio quando ho pensato di fare quello che ho finito per fare. Adesso lo so, ti giuro che ho capito tutto quando ho pensato che potevo pensare qualunque cosa.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “FRATELLI D’ANIMA”
“Fratelli d’anima” racconta la tragica esperienza di Alfa Ndiaye, un fuciliere senegalese che combatte per la Francia durante la Prima Guerra Mondiale. Alfa e il suo amico fraterno Mademba Diop, cresciuti insieme in Africa, si trovano a combattere nel freddo e crudele fronte occidentale. Durante un assalto, Mademba viene ferito gravemente e chiede ad Alfa di porre fine alla sua agonia, ma Alfa, tormentato, non riesce a farlo. Mademba muore in modo straziante, e la sua morte innesca in Alfa una trasformazione devastante. Alfa inizia a uccidere i soldati nemici con crescente brutalità, prendendo le mani delle vittime come trofei di guerra, una manifestazione simbolica della sua discesa nella follia.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “FRATELLI D’ANIMA“?
Per il nostro Club del libro 2024, nel mese di settembre ci siamo dedicati alla letteratura francese. Siamo fortunati, perché ci sono tanti autori tra cui scegliere. In genere, avrei optato per un grande classico come “Il conte di Montecristo” (potete leggere di più sulla mia passione per Dumas nella recensione de “Il club Dumas“), ma parte della sfida era scoprire nuove letture. Dopo varie ricerche, ho ristretto la scelta a tre titoli: “Bonjour tristesse” di Françoise Sagan, “Yoga” di Emmanuel Carrère, e “Fratelli d’anima” di David Diop. Come ogni buon amante dei libri, li ho comprati tutti e tre!
“Bonjour tristesse” è stato il primo che ho letto, essendo il più breve: è stata una lettura piacevole, ma ho avuto la sensazione non fosse quella giusta per il Club. “Yoga” invece, ambientato all’epoca dell’attentato a Charlie Hebdo, mi sembrava più impegnativo in quel momento. Così, la scelta per il Club è caduta su “Fratelli d’anima”, libro che ho acquistato con grandi aspettative. Vincitore del Premio Strega Europeo 2019 e dell’International Booker Prize 2021, “Fratelli d’anima” ha infatti consacrato David Diop come primo autore francese a ottenere questa onorificenza.
COSA MI È PIACIUTO E COSA NON MI È PIACIUTO
IL CONTESTO STORICO DI “FRATELLI D’ANIMA”
Questo libro racconta la storia di uno dei 200.000 fucilieri senegalesi (i cosiddetti tirailleurs sénégalais) reclutati dall’esercito francese durante la Prima Guerra Mondiale. Questi soldati ebbero un ruolo cruciale nel conflitto, soprattutto in battaglie decisive come quelle di Verdun e della Somme. Senza il loro contributo, così come quello delle altre colonie francesi, l’esito della guerra avrebbe potuto essere molto diverso.
Nonostante l’importanza strategica, questi soldati dovettero sopportare condizioni estremamente dure, non solo a causa della guerra, ma anche a causa della loro poca familiarità con i climi europei, che spesso portarono malattie e morte. Inoltre, i tirailleurs subirono enormi discriminazioni razziali, vivendo in condizioni peggiori rispetto ai loro compagni europei, con equipaggiamenti inadeguati e trattamenti inferiori.
Si stima che tra i 30.000 e i 60.000 soldati senegalesi persero la vita durante la guerra*.
GLI ORRORI DELLA GUERRA
“Fratelli d’anima” offre una visione brutale della guerra. Attraverso gli occhi di Alfa, viviamo la trasformazione di un giovane uomo, che passa dalla spensieratezza del suo villaggio africano alla follia indotta dalle atrocità belliche. La morte del suo amico d’infanzia segna un punto di svolta, portando Alfa a una spirale di violenza che lo trasforma agli occhi dei suoi compagni da eroe a demone.
Questa trasformazione esplora il tema dell’identità e dell’alienazione culturale. Alfa crede che il suo comportamento sia una risposta alle aspettative della Francia coloniale, che ha sfruttato i soldati africani per il loro presunto “coraggio selvaggio”. L’identità di questi uomini viene manipolata, fino a renderli alienati non solo dai francesi, ma anche da se stessi. “Fratelli d’anima” diventa così una denuncia non solo contro la guerra, ma anche contro l’abuso sistematico delle colonie e degli immigrati, visti come “utili” finché controllabili.

UNO STILE MAGICO E IPNOTICO
Leggere “Fratelli d’anima” è un’esperienza travolgente. La storia viene narrata unicamente attraverso gli occhi di Alfa, che come detto cade preda della follia a causa delle atrocità del conflitto. Questa sua discesa nella pazzia diventa uno strumento stilistico, con un linguaggio che a volte assume toni onirici e fantastici. Alfa ci racconta la sua esperienza usando ripetizioni e formule quasi rituali, che conferiscono al racconto un’atmosfera magica, sciamanica, a tratti inquietante.
Lo stile sembra perfetto per dare voce ai soldati delle colonie, una prospettiva spesso dimenticata nelle narrazioni sulla Prima Guerra Mondiale. Il linguaggio è evocativo e crudo, un mix che invita alla riflessione sulla memoria storica e sulla sopravvivenza psicologica durante la guerra.
LA VIOLENZA DELLA REALTÀ
Alcuni aspetti brutali del racconto mi hanno colpito profondamente. Non penso sia un difetto dell’autore, quanto piuttosto un riflesso della mia sensibilità. Le descrizioni dei soldati mutilati, così come quella di uno stupro, mi hanno lasciato una sensazione di disagio. Questi momenti violenti, seppur inseriti nel contesto narrativo, possono risultare difficili da leggere (come abbiamo già discusso per “Come l’arancio amaro”).
A CHI RACCOMANDO “FRATELLI D’ANIMA“?
“Fratelli d’anima” è una lettura magnetica. Attraverso l’esperienza di un giovane soldato senegalese costretto a combattere per una patria che non gli appartiene, Diop offre una riflessione profonda su temi come il razzismo, la brutalità della guerra e la discesa nella follia. La scrittura è potente e avvolgente, ma in alcuni passaggi risulta dura da affrontare per la crudezza delle immagini e degli eventi narrati.
Tuttavia, è proprio questa brutalità a conferire autenticità al racconto. Lo consiglio a chi cerca una prospettiva diversa sul tema della guerra, e a chi desidera immergersi in una storia che esplora l’umanità anche nei suoi aspetti più feroci.
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*https://www.aa.com.tr/en/europe/frances-long-forgotten-heroes-senegalese-riflemen/2804738

