TITOLO: I miei giorni alla libreria Morisaki
AUTORE: Satoshi Yagisawa
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2022
CASA EDITRICE: Feltrinelli
GENERE: Romanzo
Tratto direttamente da “I miei giorni alla libreria Morisaki”:
Le circostanze inattese ci aprono porte che neanche immaginavamo.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “I MIEI GIORNI ALLA LIBRERIA MORISAKI”
Takako ha venticinque anni e si ritrova improvvisamente senza punti di riferimento dopo aver lasciato il lavoro a causa di una delusione amorosa. L’uomo che credeva fosse il suo ragazzo le confessa di essere in realtà fidanzato con un’altra donna… e che presto si sposeranno. Con il cuore spezzato, Takako si licenzia e si lascia andare a settimane di apatia e riposo forzato, incapace di reagire.
Finché, un giorno, trova un messaggio sulla segreteria: è lo zio materno Satoru, probabilmente avvisato dalla madre di Takako, che le propone di trasferirsi da lui per un po’. Satoru è il proprietario di una minuscola libreria dell’usato specializzata in autori giapponesi moderni, situata a Jinbōchō, il celebre quartiere di Tokyo con la più alta concentrazione di librerie al mondo.
Una nuova vita sopra la libreria dello zio
Pur riluttante, Takako accetta l’offerta per non rischiare lo scontro con la madre. Si trasferisce così nel piccolo appartamento sopra la libreria, usato fino a quel momento come magazzino. Libri ovunque, accatastati in ogni angolo. Ma Takako si rimbocca le maniche, sistema quel caos e stende un futon sul tatami: la sua nuova vita comincia da lì.
Circondata dai libri e immersa in nuove storie ogni giorno, Takako riscopre la voglia di vivere. Inizia ad amare Jinbōchō, la sua atmosfera, i suoi abitanti. Incontra nuove persone, si avvicina allo zio e, tra una lettura e un caffè in uno dei locali del quartiere, ritrova sé stessa.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “I MIEI GIORNI ALLA LIBRERIA MORISAKI”?
In realtà, questo libro lo avevo già letto tre anni fa e mi era piaciuto moltissimo. Avevo divorato sia “I miei giorni alla libreria Morisaki” che il suo seguito. E ogni tanto lo vedo riapparire in classifica, con nuove edizioni o ristampe. Per questo ho deciso di rileggerlo. Ancora una volta, mi ha scaldato il cuore.
Era già stato aggiunto alla nostra lista di “Libri di scrittori giapponesi da leggere”, che abbiamo iniziato a fine 2023 per tutti gli amanti della narrativa nipponica. Ma c’è anche un elemento molto personale che mi lega a questo romanzo.
In un piccolo dettaglio del libro, Takako prende il treno dalla stazione di Shinjuku, sulla Chūō Line, per arrivare a Tachikawa, e da lì cambia per la linea Ōme. Nel 2010, durante la mia prima esperienza di vita a Tokyo, sono stato ospite di una famiglia giapponese che abitava a Nishi-Tachikawa, una fermata dopo Tachikawa, proprio sulla linea Ōme. Un piccolo tuffo nel passato, che mi ha fatto sorridere con tenerezza. A volte basta una sola riga di un libro per far riaffiorare emozioni che credevamo dimenticate.
LA RECENSIONE
Lo stile narrativo di Satoshi Yagisawa è eccezionalmente semplice e diretto. “I miei giorni alla libreria Morisaki” è un romanzo alla portata di tutti, capace di conquistare il cuore sin dalle prime pagine. Takako è una venticinquenne come tante (e come molti di noi siamo stati) che risponde alla fine del suo primo grande amore scappando: lascia il lavoro per non dover affrontare ogni giorno la presenza del suo ex e si rifugia in un’apatia fatta di pigrizia e sonno. Evita il dolore, evitando di guardarlo in faccia.
Due solitudini a confronto: Takako e lo zio Satoru
Lo zio Satoru, personaggio centrale e decisivo per la rinascita della nostra protagonista, rappresenta un’altra forma di fuga. A vent’anni, parte per viaggiare zaino in spalla, attraversando l’Asia e l’Europa. Ogni volta che finisce i soldi, torna in Giappone per brevi lavori, risparmia e riparte. Anche lui ha preferito la distanza al confronto diretto, soprattutto con la propria famiglia.
Takako e Satoru sono due anime affini, seppur diversi nei modi: lei si chiude in un appartamento, lui affronta il mondo. Entrambi, però, scelgono la fuga. Ma lo zio, con la sua calma e il suo entusiasmo, diventa un modello di resilienza per la nipote. Nonostante gli affari della libreria non siano floridi, ha clienti affezionati, buoni rapporti con i vicini, e una reputazione solida. È un uomo che ha trovato un proprio equilibrio, e questo fa la differenza.

Il messaggio che più colpisce nel romanzo è la possibilità di rinascere dopo una caduta. Anche se all’inizio sembra tutto perduto, con piccoli gesti e un po’ di coraggio si può tornare a vivere. Takako lo fa, inizialmente in modo goffo, come quando lo zio la sprona, a notte fonda, ad affrontare finalmente l’ex ragazzo. Ma è proprio da quel momento che comincia a riemergere.
Rinascere grazie ai libri (e a chi ci vuole bene)
Entrando nella routine della libreria Morisaki, Takako scopre l’amore per la lettura. Ed è proprio questo amore, diverso e più profondo, che la spinge a rimettersi in gioco: nuovi libri, nuove conoscenze, un nuovo lavoro, forse anche un nuovo amore.
La sua storia si intreccia con quella dello zio, lasciato dalla moglie, ma anche con le vite di tutti i frequentatori del quartiere di Jinbōchō. Takako rinasce grazie ai libri, alla libreria, allo zio, e a quel quartiere di Tokyo che non aveva mai davvero conosciuto. Perché non è mai troppo tardi per ricominciare a vivere. E per ritrovare la bellezza in una buona storia.
E se vi piacciono le storie ambientante nelle librerie dei libri usati che si trovano a Jinbōchō vi suggerisco anche “Il negozio di libri usati di Jirō” di Hika Harada.
Su Gamobu potete trovare anche la recensione di “Una sera tra amici a Jinbōchō“, il secondo volume della storia.
A CHI CONSIGLIO “I MIEI GIORNI ALLA LIBRERIA MORISAKI”?
“I miei giorni alla libreria Morisaki” è un romanzo breve, ma capace di lasciare il segno. Con le sue circa 145 pagine, offre una lettura leggera e rilassante, fatta di dolcezza, piccole scoperte e relazioni umane che si intrecciano con delicatezza. È il libro ideale da leggere in un pomeriggio tranquillo, magari con una tazza di tè, quando si ha bisogno di rallentare e prendersi un po’ di tempo per sé.
Che siate alla vostra prima esperienza con la letteratura giapponese, oppure lettori esperti in cerca di una storia che scaldi il cuore, questo romanzo è una carezza che fa bene all’animo. Yagisawa, con uno stile semplice e sincero, riesce a trasmettere emozioni autentiche e ci ricorda quanto possano essere potenti le piccole cose: un libro, una passeggiata in un quartiere speciale, una seconda possibilità.
Un libro coccola, perfetto per prendersi una pausa.
Se la letteratura giapponese contemporanea ti affascina, ti consigliamo allora il nostro articolo “Libri di scrittori giapponesi da leggere: i romanzi contemporanei più amati in Italia“.
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