TITOLO: Il Club dei delitti del giovedì
AUTORE: Richard Osman
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2020
CASA EDITRICE: SEM
GENERE: romanzo giallo
Direttamente da “Il club dei delitti del giovedì”:
Nella vita devi imparare a contare le belle giornate. Le devi infilare tutte in tasca e portartele sempre con te.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “IL CLUB DEI DELITTI DEL GIOVEDÌ”
“Il Club dei delitti del giovedì” (“The Thursday Murder Club” nel suo titolo originale) di Richard Osman racconta di quattro pensionati ben oltre i settant’anni che vivono negli eleganti spazi della casa di riposo Cooper’s Chase, nel Kent. Elizabeth (ex spia), Ron (ex attivista sindacale), Joyce (infermiera) e Ibrahim (psichiatra) si riuniscono ogni giovedì per passare in rassegna vecchi casi di omicidio irrisolti, quasi per gioco.
Ma quando un efferato delitto avviene proprio vicino al loro rifugio, il club si trova coinvolto in un’indagine vera, usando sagacia, memoria e un’ironia spiazzante per affrontare la polizia ufficiale. Nonostante l’età, il quartetto dimostra un’energia sorprendente e una solidarietà sincera. Il romanzo unisce il fascino del cosiddetto cozy mystery con un affresco empatico sulla terza età, dimostrando che curiosità, coraggio e ingegno possono trascendere ogni limite anagrafico.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “IL CLUB DEI DELITTI DEL GIOVEDÌ“?
Vivo a Londra da più di dieci anni, quindi non potevo certo perdermi “The Thursday Murder Club“ quando è uscito nel 2020. Richard Osman qui è quasi una leggenda: conduttore televisivo amatissimo, volto familiare a milioni di persone, e improvvisamente… autore di gialli. La curiosità era troppa.
Lessi il libro appena uscito, più per capire “di cosa si parlasse tanto” che altro, e rimasi sorpreso: un romanzo leggero, ironico, ma con un cuore tenero che non mi aspettavo.
Ora, con l’arrivo del film targato Netflix, mi è sembrata l’occasione perfetta per rileggerlo e parlarne di nuovo. È strano come la prospettiva cambi: Londra, gli inglesismi, i personaggi eccentrici – tutto mi suona ancora più familiare dopo questi anni qui.
RECENSIONE DI “IL CLUB DEI DELITTI DEL GIOVEDÌ“
Un cozy crime irresistibile
Parlare di un romanzo giallo senza fare spoiler è sempre complicato, ma nel caso de “Il Club dei delitti del giovedì” la sfida è più semplice del previsto. Non perché i delitti non siano interessanti, ma perché la vera forza del libro sta altrove: nello stile narrativo accogliente e nei suoi personaggi memorabili. Richard Osman ha scelto di inserirsi nel filone dei cozy crime, un genere che negli ultimi anni sta vivendo una nuova età dell’oro. Sono gialli che non puntano a scioccare il lettore con la brutalità, ma a trascinarlo in un’atmosfera familiare e avvolgente, dove il mistero convive con l’ironia e l’umanità.
E funziona: non abbiamo paura per i protagonisti, sappiamo che non si troveranno mai in un pericolo mortale, eppure non riusciamo a staccarci dalle pagine. È una lettura che conforta e diverte allo stesso tempo, una coccola letteraria perfetta da leggere sul divano con una tazza di tè.
Cooper’s Chase e il fascino british
Il cuore del romanzo è Cooper’s Chase, una residenza per pensionati che sembra disegnata con un pennello impregnato di nostalgia e humor britannico. Osman la tratteggia con grande cura, rendendola quasi un personaggio a sé. È un luogo che evoca calma, sicurezza, comunità: un microcosmo dove le giornate scorrono placide… almeno fino all’arrivo di un mistero.
Leggendo, non ho potuto fare a meno di pensare a certi borghi inglesi che ho visitato durante i miei viaggi fuori Londra: piccole comunità in cui il tempo sembra essersi fermato, con pub dall’aria calda, mercati rionali e quella strana sensazione di semplicità rurale unita ai comfort moderni. Osman, con riferimenti mirati (tipo Waitrose), costruisce un codice ironico e immediatamente riconoscibile per i lettori britannici. Per un lettore italiano, magari certe sfumature si colgono meno, ma il senso è chiarissimo: questo è un giallo che respira “britishness” in ogni pagina.

Vecchi? Solo anagraficamente
La vera magia, però, sta nel gruppo di protagonisti. Gli anziani del club non sono mai macchiette, e Osman li dipinge con affetto e profondità. Sono brillanti, ironici, pieni di risorse, e soprattutto non hanno alcuna intenzione di smettere di essere protagonisti della propria vita. In questo mi hanno ricordato i personaggi di Masako Togawa nel suo “Residenza per signore sole”: anche lì, donne anziane che sfidano i nostri pregiudizi, rivelandosi tridimensionali e complesse.
Ci sono dettagli che mi hanno colpito moltissimo, piccoli gesti che dicono tanto sull’età e sulla comunità. Ad esempio, la loro abitudine a farsi uno “squillo” di telefono la mattina: un modo tenero e pratico per dirsi “ci sono, sto bene”. È in questi particolari che Osman mette in scena tutta la vulnerabilità e, al tempo stesso, la resilienza della terza età.
Durante la lettura mi sono sorpreso a chiedermi: “Cosa avrebbe fatto mia nonna se fosse stata in questo club?”. E ammetto che più di una volta mi sono trovato a ridere da solo. È questo equilibrio tra leggerezza e introspezione che rende il libro così speciale: un romanzo che fa sorridere, ma che sa anche far riflettere sul tempo che passa, sulle fragilità e sul senso di comunità.
Un esordio col botto
Dal punto di vista stilistico, Osman sceglie capitoli brevi e ritmo scorrevole, una formula vincente che rende la lettura rapida ma mai banale. Sa dosare bene la tensione, mantenendo sempre quel tono rassicurante che rende il libro adatto a chi ama i gialli ma non vuole atmosfere troppo cupe. Non sorprende che, alla sua uscita nel 2020, sia diventato un bestseller natalizio nel Regno Unito – la prima volta per un autore esordiente. Da allora ha già generato una serie che conta quattro romanzi e, a breve, una trasposizione Netflix con un cast stellare (Helen Mirren e Pierce Brosnan in primis).
E i delitti? Beh, qui va fatta una piccola nota. Li ho trovati a tratti un po’ confusi, con continue deviazioni e ribaltamenti che rischiano di far perdere il filo. Ma è davvero un difetto? Forse no. Forse è un modo per ricordarci che i protagonisti non sono investigatori professionisti, ma persone comuni che si divertono a cimentarsi in qualcosa più grande di loro. È questo che dà al romanzo il suo sapore unico: non l’inganno perfetto, ma la gioia di accompagnare personaggi indimenticabili in un’avventura che mescola mistero, affetto e ironia.
Insomma, “Il Club dei delitti del giovedì” non è solo un giallo: è un invito a guardare la terza età non come un epilogo, ma come un’altra stagione di vita, ricca di curiosità, legami e sorprese.
A CHI RACCOMANDO “IL CLUB DEI DELITTI DEL GIOVEDÌ“?
Consiglierei “Il Club dei delitti del giovedì” a chiunque abbia voglia di leggere un giallo leggero ma intelligente, che intrattiene senza ricorrere a scene cruente o atmosfere troppo cupe. È perfetto se amate l’umorismo britannico, i personaggi fuori dagli schemi e i romanzi che sanno essere al tempo stesso divertenti e malinconici.
Lo consiglierei anche a chi vuole avvicinarsi al genere cozy crime, oggi in grande crescita, e a chi magari è rimasto affascinato da serie come Miss Marple.
E se siete curiosi di vedere come questo mondo si tradurrà sul grande schermo, vi lascio qui sotto il trailer del film in arrivo su Netflix: un adattamento con un cast stellare che, già sulla carta, sembra promettere di mantenere intatta la magia del romanzo.
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