TITOLO: Il piccolo negozio della signora Hinata
AUTORE: Gen Katō
TRADUTTORE: Stefano Romagnoli
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025
CASA EDITRICE: Newton Compton Editori
PAGINE: 224
GENERE: Romanzo
DISPONIBILE SU: Amazon | Feltrinelli
Tratto direttamente da “Il piccolo negozio della signora Hinata”:
La mia vita era uno spazio bianco che si estendeva all’infinito.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “IL PICCOLO NEGOZIO DELLA SIGNORA HINATA”
Un piccolo negozio di bentō si affaccia su una strada in salita. Più che una tavola calda, sembra una pasticceria.
I clienti ricevono una tessera punti dalla nuova commessa del negozio: una ragazza che da poco ha preso il posto del padre, un uomo dai modi scostanti e dalle battute che non facevano mai ridere nessuno.
Si dice che ora sia malato, e che quella ragazza sia sua figlia.
Nulla è cambiato… o quasi
Gli avventori, però, non sembrano troppo dispiaciuti: anche lei ha modi piuttosto bruschi, e il gusto del cibo non è affatto cambiato.
L’unica novità è proprio quella tessera, che una volta completata permette di scegliere tra una bottiglia d’acqua o una di tè, custodite in una teca sul bancone accanto alla cassa.
Un piccolo gesto che fa la differenza
Ma la cosa non colpisce molto i clienti, e la ragazza se ne accorge.
Per questo aggiunge un regalo personalizzato per ognuno di loro. Un regalo che aprirà i loro cuori, che riuscirà nel suo piccolo ad offrire una speranza al posto di un rimpianto.
Un gesto semplice ma capace, nel suo piccolo, di cambiare qualcosa.
Un dono che cura le ferite
Perché Hinata ha un dono. Ma chi riuscirà a donarle qualcosa abbastanza potente da curare il rimpianto più grande della sua vita?
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “IL PICCOLO NEGOZIO DELLA SIGNORA HINATA”?
Amo la letteratura giapponese contemporanea. Dai romanzi delicati e pieni di umanità di Satoshi Yagisawa – come “I miei giorni alla libreria Morisaki” o “Una sera tra amici a Jinbōchō” – a quelli dove si affaccia un pizzico di sovrannaturale, come nei libri di Toshikazu Kawaguchi (“Finché il caffè è caldo” è uno dei più noti e QUI trovi articolo che riporta alcuni dei sui romanzi), trovo che la scrittura giapponese sappia offrire prospettive sulla vita che spesso mancano alla narrazione occidentale.
Quando poi ho visto la copertina di questo romanzo – così semplice e rassicurante, così simile a “Una piccola lavanderia a Yeonnam” o “Il minimarket della signora Yeom” – non ho avuto dubbi. L’ho preso, attirato da quell’aria di dolcezza che si trova nella quotidianità della nostra vita che solo certe storie sanno evocare.
LA RECENSIONE DI “IL PICCOLO NEGOZIO DELLA SIGNORA HINATA”
Una sensazione di déjà vu
Sarò sincero: non so se sto cambiando gusti o se semplicemente ho letto troppi libri simili, ma “Il piccolo negozio della signora Hinata” mi è sembrato, per molti aspetti, qualcosa di già letto. Non fraintendetemi: non è una lettura spiacevole, anzi. Ma mi ha ricordato moltissimo quella corrente giapponese in cui un luogo quotidiano diventa teatro di piccoli miracoli o di riconciliazioni con il passato.
Un formato ormai familiare
Penso subito ai romanzi di Toshikazu Kawaguchi, dove una caffetteria permette ai clienti di viaggiare nel tempo per sistemare conti in sospeso, (“Finché il caffè è caldo“). O ai libri di Michiko Aoyama, come “Finché non aprirai quel libro” o “Mentre aspetti la cioccolata” (entrambi proposti nella nostra lista di “Libri di scrittori giapponesi da leggere“), in cui sono rispettivamente una biblioteca e un bar a fare da cornice a storie intrecciate da un filo invisibile.
Anche nel romanzo de “Il piccolo negozio della signora Hinata” di Ken Katō ritroviamo un meccanismo simile: un negozio di bentō, una commessa un po’ fredda al bancone, e una serie di clienti accomunati da rimorsi e ferite del passato che ancora influenzano il loro presente.

Storie che toccano, ma non sorprendono
Ogni cliente ha il suo dolore: un’amicizia finita male, un animale perso, rapporti complicati con i genitori. E Hinata, la protagonista, porta a sua volta un peso difficile da sciogliere. Il suo dono – quello di offrire, insieme al bentō, un piccolo oggetto personalizzato capace di far breccia nel cuore di chi lo riceve – è l’elemento magico del libro. Ma se, come me, avete già letto diversi romanzi di questo filone, la struttura potrebbe sembrarvi prevedibile.
Certo, è un libro che scalda il cuore, scorre bene e si legge con piacere. Ma per chi conosce il genere, potrebbe risultare un po’ ripetitivo. L’ho letto tra un romanzo e l’altro, e nonostante la delicatezza della narrazione, ho sentito che mancava quel guizzo che solitamente mi fa ritrovare la speranza nell’umanità.
Una nota sul titolo
Ultima osservazione – da lettore curioso, non da traduttore. Il titolo originale del libro è “Custard”, cioè “crema” o, più precisamente in questo caso, “crema pasticcera”. Non posso spiegarvi il perché senza spoilerare, ma fidatevi: avrebbe avuto perfettamente senso. In italiano però è diventato “Il piccolo negozio della signora Hinata”. Non che sia sbagliato, ma mi domando spesso se certe traduzioni non tolgano, inconsapevolmente, un po’ di quella magia che rende speciali storie così leggere eppure così dense di significato.
A CHI RACCOMANDO DI “IL PICCOLO NEGOZIO DELLA SIGNORA HINATA”
Se non hai mai letto nulla di simile, “Il piccolo negozio della signora Hinata” potrebbe essere un buon punto di partenza. Lo sappiamo: la letteratura giapponese contemporanea non è per tutti. Ha un ritmo diverso, un tono più sommesso, una delicatezza che può spiazzare. Ma proprio per questo, può anche sorprendere nel profondo.
Però se vuoi avvicinarti a questo genere di romanzo, forse ti conviene cominciare da altri titoli più incisivi. “Finché il caffè è caldo“, il primo romanzo di Toshikazu Kawaguchi, è un ottimo esempio per entrare in questo universo narrativo fatto di malinconia e seconde possibilità. O ancora meglio “Finché non aprirai quel libro” di Michiko Aoyama, che ho amato particolarmente: è ambientato in una biblioteca e la signora Komachi è un personaggio così adorabile che è impossibile non affezionarsi.
Se la letteratura giapponese contemporanea ti affascina, ti consigliamo allora il nostro articolo “Libri di scrittori giapponesi da leggere: i romanzi contemporanei più amati in Italia“.
Ti riporto comunque i link dove puoi acquistare il libro, perché alla fine questa recensione non è che il frutto della mia personale opinione.
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