TITOLO: Il segreto del vecchio signor Nakamura
AUTORE: Tommaso Scotti
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025
CASA EDITRICE: Longanesi
GENERE: Romanzo
Tratto direttamente da “Il segreto del vecchio signor Nakamura”:
Il dolore a volte è improvviso, immediato. Ti prende e ti lacera in un istante. Altre volte, tuttavia, è come un seme che si pianta in mezzo al cuore e impiega anni a germogliare. E mentre cresce affonda le radici nella carne dilaniandoti un pezzo alla volta.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “IL SEGRETO DEL VECCHIO SIGNOR NAKAMURA”
10 dicembre 1968, Giappone. Un colpo audace, orchestrato con sorprendente semplicità, scuote Tokyo: 300 milioni di yen spariscono nel nulla, senza un solo colpo sparato, senza vittime, senza tracce. Un furto che sfida ogni previsione, destinato a entrare nella leggenda della cronaca nera nipponica.
L’ispettore Nakamura viene incaricato dell’indagine. Convinto che la goffaggine apparente del piano — una moto rubata e mal verniciata, auto abbandonate, travestimenti improvvisati — sia il segno di un crimine destinato a risolversi in pochi giorni, affronta il caso con metodo e fiducia. Ma le piste si rivelano più ingannevoli del previsto. I sospetti si moltiplicano, le ipotesi si sovrappongono, e lentamente, tra errori e depistaggi, l’indagine si arena.
Sette anni più tardi, senza arresti né bottino, il caso cade in prescrizione. L’enigma rimane irrisolto, archiviato come uno dei grandi misteri giudiziari del Giappone moderno.
Dicembre 2018, cinquant’anni dopo. Una troupe televisiva — un giovane conduttore e una cameraman — si presenta alla porta dell’ex ispettore Nakamura, ormai anziano, solitario e dimenticato. Il pretesto è un’intervista commemorativa, destinata a un servizio in seconda serata. Ma Nakamura intravede in quell’incontro una possibilità: riaprire la memoria, ricostruire i luoghi del delitto, camminare tra le pieghe del passato.
Inizia così un percorso a ritroso, a metà tra confessione e messa in scena, dove i confini tra verità, suggestione e rivelazione finale si fanno sempre più labili. Solo all’ultima pagina — o forse solo nell’ultima inquadratura — scopriremo quale segreto il signor Nakamura ha custodito per mezzo secolo.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “IL SEGRETO DEL VECCHIO SIGNOR NAKAMURA“?
Non sono il tipo che cerca adrenalina nei romanzi. I thriller, con le loro indagini a ritmo serrato e le scene del crimine minuziosamente descritte, raramente fanno per me. Eppure, negli ultimi mesi ho sentito il bisogno di uscire dalla mia comfort zone, di esplorare generi letterari che di solito evito, forse per pregiudizio, forse per semplice abitudine.
Quando sono tornato in Italia, ad aprile, mi sono ritrovato a curiosare tra le novità in libreria. Tra i titoli che hanno attirato subito la mia attenzione c’era proprio “Il segreto del vecchio signor Nakamura”. Non so dire se sia stato il fascino del crimine realmente accaduto, il fatto che tutto si svolga in Giappone — paese che amo profondamente — o la particolarità dell’autore: un italiano trapiantato a Tokyo, capace di raccontare il Giappone dall’interno, con lo sguardo duplice di chi lo abita ma non lo possiede del tutto.
Sta di fatto che il romanzo è entrato nel mio carrello e adesso è diventato una delle mie letture estive.
LA RECENSIONE DE “IL SEGRETO DEL VECCHIO SIGNOR NAKAMURA“
“Il segreto del vecchio signor Nakamura” è il primo romanzo di Tommaso Scotti che leggo, e credo sia un vero peccato che questo autore non sia più conosciuto. La scrittura, precisa e ben calibrata, accompagna un racconto sorprendente, capace di incuriosire anche chi — come me — non si definirebbe un amante del genere.
L’idea di ricostruire un crimine realmente accaduto attraverso un romanzo, fornendo al lettore una possibile soluzione, mi è sembrata affascinante e coinvolgente. Ma è soprattutto il modo in cui Scotti sviluppa questa premessa che rende il libro efficace: con rigore narrativo, equilibrio tra invenzione e realtà, e una profonda conoscenza del contesto giapponese.
Il furto avvenuto nel dicembre del 1968, tra i più clamorosi nella storia del Giappone, è tutt’oggi irrisolto: né il colpevole né il denaro sono mai stati ritrovati. Scotti si è documentato con attenzione, riportando i fatti reali con grande fedeltà. I dettagli immaginari — tra cui l’ispettore Nakamura, i colleghi, la troupe televisiva e i personaggi che incontriamo nella passeggiata cha Nakamura conduce con la troupe — si innestano con naturalezza nella cronaca, rendendo credibile e coinvolgente l’intera ricostruzione.

La struttura del romanzo alterna il presente (una troupe televisiva che si reca a casa del vecchio ispettore per intervistarlo) ai flashback del passato. Il ritmo è sostenuto ma mai forzato, e il punto di vista di Nakamura si arricchisce grazie alla dinamica relazionale con i due intervistatori: da un lato, il presentatore, attento e partecipe; dall’altro, la giovane cameraman, il cui distacco e apparente disinteresse finiscono per spronare l’ex ispettore a mostrare ancora di più — senza mai svelare tutto esplicitamente.
È un romanzo che coinvolge fin dalle prime pagine, portandoci per mano in un Giappone insolito, quotidiano, quasi intimo. Se all’inizio certi episodi — come la visita dal barbiere o l’acquisto di un timbro e del tè — possono sembrare eccentrici o superflui, alla fine tutto trova un senso. E il colpo di scena finale, costruito con intelligenza, è uno di quelli che non si dimenticano facilmente.
Non aggiungo altro: è una lettura che va scoperta pagina dopo pagina, senza anticipazioni. Ma lo consiglio con convinzione, soprattutto come compagno di viaggio per l’estate. Non a caso, l’ho incluso tra i titoli selezionati nell’articolo “Libri da leggere in estate” qui su Gamobu.
A CHI CONSIGLIO “IL SEGRETO DEL VECCHIO SIGNOR NAKAMURA“?
Se, come me, sei affascinato dal Giappone e desideri scoprire uno dei furti più clamorosi e misteriosi della sua storia, questo romanzo fa decisamente per te. Tommaso Scotti ci accompagna in una Tokyo fuori dai circuiti turistici, regalandoci scorci autentici e dettagli accurati con una scrittura scorrevole e avvolgente.
Pur non essendo un lettore abituale di thriller o gialli, ho trovato questo libro piacevolmente coinvolgente, tanto da consigliarlo anche agli appassionati del genere. La narrazione è accessibile anche a chi non ha familiarità con la cultura giapponese: ogni termine nipponico è infatti tradotto direttamente nel testo o spiegato in nota, rendendo la lettura ancora più fluida.
Lo considero il libro perfetto da portare in valigia quest’estate: per chi ama i misteri ben congegnati, per chi ha voglia di esplorare un altro Paese anche solo con l’immaginazione, e per chi apprezza storie in grado di sorprendere fino all’ultima pagina.
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