TITOLO: Intermezzo
AUTORE: Sally Rooney
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2024
CASA EDITRICE: Einaudi
GENERE: Narrativa
Traduzione libera direttamente da “Intermezzo”:
A volte hai bisogno che le persone siano perfette e loro non possono esserlo, e le odi per sempre per non esserlo, anche se non è colpa loro né tua. Avevi solo bisogno di qualcosa che loro non potevano darti.
Sometimes you need people to be perfect and they can’t be and you hate them forever for not being even though it isn’t their fault and it’s not yours either. You just needed something they didn’t have in them to give you.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “INTERMEZZO”
Peter e Ivan Koubek sono fratelli, ma le loro vite sembrano seguire binari opposti. Peter, 30 anni, è un avvocato di successo a Dublino. Dall’esterno appare sicuro e ambizioso, ma dietro questa facciata nasconde una lotta segreta con la depressione e una dipendenza dai farmaci per riuscire a dormire. A complicare ulteriormente la sua vita c’è una doppia relazione: da un lato Sylvia, il suo amore giovanile che non ha mai dimenticato, e dall’altro Naomi, una studentessa che sfrutta la sua generosità senza impegnarsi davvero.
Ivan, 22 anni, è un promettente giocatore di scacchi con difficoltà a rapportarsi agli altri. La sua solitudine si spezza quando incontra Margaret, una donna più grande e con un matrimonio fallito alle spalle. La loro relazione, seppur intensa, si rivela complessa e imprevedibile.
“Intermezzo” inizia subito dopo la morte del padre dei due fratelli, un evento che scuote profondamente entrambi e li costringe a fare i conti con le proprie fragilità e contraddizioni. La storia esplora le loro battaglie interiori e la difficile strada verso la ricostruzione emotiva e la riconciliazione.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “INTERMEZZO“?
Vivendo a Londra, è stato impossibile ignorare la massiccia campagna pubblicitaria orchestrata daFaber and Faber per “Intermezzo” di Sally Rooney, che la casa editrice ha definito la loro più grande promozione di sempre. Non sorprende, dato che stiamo parlando di una scrittrice di fama mondiale grazie ai successi di “Parlarne tra amici”, “Persone normali” e “Dove sei, mondo bello”, con i primi due trasformati in celebri serie TV.
Di solito, quando mi trovo davanti a un marketing così aggressivo, il mio istinto è quello di starne alla larga. Eppure, qualcosa in quella copertina e in quel titolo dal suono così italiano mi ha colpito. La spinta definitiva è arrivata da una collega che, con entusiasmo, mi ha prestato la sua copia.
Le prime reazioni di chi lo aveva già letto non erano però incoraggianti: “Potrebbe non essere il libro giusto per te, abbassa le aspettative…”. Tuttavia, nonostante i dubbi, mi sono immerso nella lettura e in meno di una settimana ho chiuso l’ultima pagina. Per sapere se ha superato le aspettative, continuate a leggere la recensione.
Piccola curiosità finale. Pur amando l’Irlanda, per diversi anni nessuno dei romanzi che ho letto erano ambientati nella cosiddetta isola di Smeraldo. Caso vuole che dopo questo lungo digiuno, nel giro di un mese sia riuscito a invertire la rotta con ben due titoli: “Intermezzo”, appunto, e “Ultima notte a Tremor” di Mikel Santiago, che si svolge nella bellissima campagna irlandese. Se non lo avete letto e siete alla ricerca di un thriller in stile Stephen King, ve lo consiglio caldamente.
COSA MI È PIACIUTO E COSA MI È PIACIUTO MENO
Partiamo da un chiarimento per chi, come me, non è un esperto di scacchi.
Negli scacchi, l’intermezzo è una mossa inaspettata che spezza la sequenza di gioco prevista. È una sorpresa tattica che costringe l’avversario a rispondere in modo diverso, spesso ribaltando le dinamiche della partita.
Ma intermezzo, come gli appassionati di musica sapranno, è anche un termine che indica un brano d’orchestra eseguito tra un atto e l’altro di un’opera, oppure un pezzo musicale che interviene tra scene drammatiche.
Sally Rooney sfrutta questa ambiguità nel titolo in modo intelligente, costruendo una narrazione che si sviluppa attraverso scelte improvvise e momenti apparentemente marginali. Non sono solo gli eventi principali a rivelare i protagonisti, ma piuttosto ciò che accade nel mezzo: l’elaborazione del lutto ci dice di più sul dolore di Peter e Ivan rispetto al momento stesso della perdita. Allo stesso modo, sono i dettagli prima e dopo i litigi a svelarci le differenze tra i due fratelli più delle dispute stesse.
In questo senso, Sally Rooney è una maestra dell’anti-climax: la sua scrittura ci invita a osservare ciò che segue l’azione, spingendoci a riflettere non tanto sull’apice della storia, ma sulla sua eco.
SHOW, DON’T TELL
“Intermezzo” è un libro dunque che catturerà chiunque ami l’introspezione psicologica. La storia è povera di eventi narrativi tradizionali, poiché l’autrice preferisce esplorare la psiche dei personaggi e le loro interazioni sottili. Peter e Ivan, pur incontrandosi raramente, restano sempre nei pensieri l’uno dell’altro. Ed è proprio in questi pensieri che il romanzo prende vita. Lo stile di Sally Rooney permette ai pensieri di mantenere una forma abbozzata e autentica, riflettendo la natura fluida e incompleta della mente umana. Questa scelta stilistica è coraggiosa e, per gran parte del libro, funziona, a patto che questo stile faccia per voi.
Capisco perché chi mi conosceva mi avesse consigliato cautela. Preferisco infatti romanzi in cui “accade” qualcosa. Mi viene in mente il famoso mantra degli sceneggiatori: show, don’t tell (mostra, non raccontare). Le azioni danno impulso alla storia, guidandoci dal punto A al punto B. Proprio per questo adoro i romanzi pieni di svolte narrative, come ad esempio “I delitti della casa decagonale” di Yokomizo Seishi. “Intermezzo” si colloca all’estremo opposto: l’esplorazione psicologica sovrasta la trama vera e propria, e la storia latita. A riprova di ciò, quando ho riassunto l’intero libro alla collega che me lo aveva prestato, sono bastate poche parole.
Nel romanzo, i personaggi trascorrono gran parte del tempo a riflettere sulle proprie relazioni e comportamenti. A volte, troppo. Un esempio emblematico è la scena iniziale in cui Peter e Ivan devono decidere il destino del cane di famiglia, che la madre non vuole più. Ivan passa molto tempo a rimuginare sull’affetto che prova per l’animale, ma l’azione concreta arriva solo a metà libro. Questo dettaglio spiega perfettamente come “Intermezzo” esplori la tendenza umana a riflettere a lungo sui propri problemi senza trovare la forza per affrontarli.

FARSI MALE PER SENTIRSI VIVI
Peter e Ivan affrontano non solo relazioni complesse tra loro, ma anche conflitti interiori profondi. La morte del padre diventa un catalizzatore che amplifica tensioni, obbligandoli a confrontarsi con fallimenti e rimpianti. E intrappolati nei propri dolori, i due fratelli gestiscono relazioni sentimentali altrettanto tormentate.
Peter è diviso tra l’amore giovanile per Sylvia, che non desidera un legame serio, e la giovane Naomi, che cerca in lui sicurezza (soprattutto finanziaria). La sua incapacità di scegliere e le sue tendenze autodistruttive minano ogni possibilità di felicità, spingendolo a complicare ciò che potrebbe essere semplice. Anche la relazione con Ivan è segnata da intenzioni sincere che spesso portano a risultati indesiderati, fino a giungere a veri e propri scontri fisici.
Ivan, dal canto suo, scopre l’amore con Margaret, una donna più matura e con un matrimonio fallito alle spalle. La loro relazione è segnata dalla differenza d’età e dallo stigma sociale, diventando un confronto in cui i pregiudizi più forti nascono proprio da loro stessi.
Mentre leggevo il romanzo, mi tornava in mente Hurt di Johnny Cash e il verso che parla di farsi del male per vedere se si prova ancora qualcosa. I personaggi di Sally Rooney, con la loro flemma e il loro procrastinare decisioni difficili, mostrano come il dolore e la riflessione siano parte del percorso per capire se stessi. Sally Rooney non sceglie l’approccio dei personaggi che affrontano con coraggio ogni ostacolo; piuttosto, ci mostra persone che, anche se dirette verso la guarigione, devono affrontare momenti difficili e tortuosi. Del resto, riparare relazioni familiari e sentimentali non è mai semplice, e l’autrice dipinge con crudo realismo la lotta interiore di due fratelli ancora prigionieri del dolore per la perdita del padre.
A CHI RACCOMANDO “INTERMEZZO”?
Con il suo stile tipico e inconfondibile, Sally Rooney ci permette di osservare le vite di due fratelli in perpetuo conflitto. “Intermezzo” è una storia che tocca temi di divergenze, depressione e lutto, ma esplora anche il bisogno di connettersi e di trovare un senso alla propria esistenza. Consiglio questo libro a chi apprezza romanzi capaci di scavare nella psicologia dei personaggi, offrendo prospettive nuove e a volte destabilizzanti.
Se avete amato “Kairos” di Jenny Erpenbeck, che considero uno dei migliori libri del 2024 per la sua profondità emotiva e capacità di indagine interiore, “Intermezzo” potrebbe essere la lettura ideale per voi.
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