TITOLO: Kairos
AUTORE: Jenny Erpenbeck
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2021 in Germania, 2024 in Italia
CASA EDITRICE: Sellerio
GENERE: Narrativa
Traduzione libera direttamente da “Kairos”:
Kairos, il dio dei momenti propizi, si dice abbia una ciocca di capelli sulla fronte, l’unico modo per afferrarlo. Perché una volta che il dio ti è sfuggito con i suoi piedi alati, la parte posteriore della sua testa è liscia e calva, senza alcun punto a cui aggrapparsi.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “KAIROS”
Dal sito dell’editore:
C’è mai stato un momento più felice di quello in cui Katharina, ragazza di diciannove anni, ha incontrato Hans?
Berlino Est, 1986. In un giorno di luglio un uomo e una donna si guardano su un autobus. Lei è una studentessa, lui uno scrittore cinquantenne, sposato e con un figlio adolescente. La loro è un’attrazione intensa e improvvisa, alimentata da passioni comuni e accresciuta dalla segretezza che sono tenuti a mantenere. Per i due si apre un periodo di speranza ma anche di incertezza, di ansia e smarrimento, che ciascuno vivrà in modo diverso a causa della differenza di età e di esperienza, di coraggio e temperamento. Lui è stato bambino durante gli ultimi anni del nazismo, lei ha conosciuto solo il socialismo della più ricca e avanzata tra le nazioni del blocco sovietico. Ma persino nel mezzo della frenesia erotica, nella tempesta di una travolgente felicità, si possono formare vortici che spalancano la crudeltà e l’esercizio del potere.
Di Katharina e Hans ci sembra di sapere tutto. Le loro voci e i loro pensieri, a volte a contrasto, altre in brillante consonanza, si alternano in un montaggio serrato. Le versioni della realtà si scambiano, le fantasie divergono, si sovrappongono, si intrecciano. Berlino diventa un palcoscenico dei sentimenti; in bar, ristoranti, appartamenti, piazze e strade il loro amore si accende e si trasfigura. E attorno ai due amanti il mondo cambia con un passo inaspettato: la Germania dell’Est comincia a disgregarsi, le vecchie certezze e le vecchie lealtà si frantumano, la giovinezza cede il passo alla maturità che si trasforma in vecchiaia. Si avvicina una nuova era in cui ogni cosa sembra possibile, forse al prezzo di perdite profonde.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “KAIROS“?
“Kairos” è un libro di cui si è parlato moltissimo qui in Inghilterra. Il motivo principale è che questo romanzo ha fatto vincere alla sua autrice Jenny Erpenbeck l’ambito International Booker Prize 2024, premio che viene assegnato alla migliore narrativa tradotta quell’anno. Dopo la vittoria del premio, non c’era libreria di Londra che non pubblicizzasse ai quattro venti questo titolo che così bene aveva fatto già negli Stati Uniti (dove era stato nominato per l’equivalente dell’International Booker, ovvero il National Book Award for Translated Literature).
Cosa si nasconde dietro tutto questo successo?
Parlando con chi aveva già letto “Kairos”, molti ne erano rimasti sedotti dal love affair scandaloso tra un cinquantenne scrittore e una diciannovenne studentessa. Altri ne descrivevano con entusiasmo le ambientazioni dettagliate della Germania dell’Est alla fine degli anni Ottanta. Altri ancora ne sottolineavano il sottofondo intellettuale (“Immagina una Murakami tedesca”).
Gran merito però va ovviamente all’autrice. Classe 1967, nata a Berlino Est, Jenny Erpenbeck scrive in maniera molto elegante, attingendo spesso dalla propria esperienza personale. Questa sua capacità di usare il proprio vissuto dona alla sua scrittura un certo realismo, e i suoi romanzi e personaggi ci appaiono come profondamente reali.
Insomma, c’era molto interesse attorno a questo libro. Sia il forte marketing che il passaparola positivo mi avevano convinto a iniziare la lettura con aspettative decisamente elevate.
COSA MI È PIACIUTO E COSA MI È PIACIUTO MENO
ICH BIN EIN BERLINER
Amo Berlino da sempre, fin dalla mia prima visita nell’ormai lontano 2009. È una città ricca di storia, letteratura, filosofia e architettura, che offre riflessioni tanto agli amanti della cultura tedesca quanto ai turisti più casual. C’è qualcosa per tutti, dal maestoso Pergamonmuseum, con le sue meraviglie archeologiche, all’anima punk e ribelle di Kreuzberg.
Tra i “personaggi” più illustri però c’è lui: il Berliner Mauer, il Muro di Berlino. Anche se è difficile oggi cogliere pienamente ciò che quel sistema di barriere ha rappresentato a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, è innegabile che poche strutture architettoniche hanno avuto un impatto così profondo sulla Storia.
In “Kairos”, Jenny Erpenbeck usa il Muro in modo sorprendente, rendendolo un potente simbolo di separazione, non solo politica ma anche personale. La Guerra Fredda fa da sfondo a relazioni sentimentali complesse, caratterizzate da diverse forme di distanza, e talvolta i personaggi sono fisicamente separati, altre volte le divisioni sono emotive, conseguenza di incomprensioni e litigi. Pagina dopo pagina, Berlino prende vita davanti ai nostri occhi, diventando centrale nel romanzo per il suo valore simbolico.
IL PESO DELLA STORIA SULLE NOSTRE VITE
Il romanzo racconta un amore impossibile, schiacciato dall’incessante passare della Storia. Pur non essendo direttamente un libro politico, è evidente il parallelo tra il declino del socialismo e le vite dei protagonisti. La Storia si avvolge attorno a loro come una cortina opprimente, influenzandone la salute mentale e ogni decisione presa.
Jenny Erpenbeck scava nel profondo della psiche dei personaggi, intrecciando le loro emozioni con gli eventi storici che li circondano. Il tumulto interiore cresce insieme alla frustrazione e alle tensioni, con i protagonisti che reagiscono inconsciamente ai cambiamenti e agli stimoli che arrivano dall’esterno. L’aria che respirano, sempre più densa di mutamenti, provoca in loro reazioni emotive fortissime, a volte estreme.
“Kairos” è un romanzo sofisticato e incisivo, e ci guida su percorsi noti ma con prospettive nuove, trasformando completamente l’esperienza di lettura. Il modo in cui Jenny Erpenbeck lega la vita personale dei personaggi agli eventi storici mi ha fatto riflettere su come anche le nostre vite siano modellate dalla Storia. Anche nella vita reale, gli eventi del mondo — che leggiamo ogni giorno sui giornali — spesso influenzano i nostri comportamenti senza che ce ne accorgiamo. Provate a cercare nella vostra memoria cosa avete fatto nei giorni seguenti a notizie di cronaca particolarmente cruente, e probabilmente vi renderete conto di essere andati al cinema o aver prenotato un viaggio da qualche parte.

GENERAZIONI A CONFRONTO
Hans e Katharina rappresentano due generazioni distinte, attratti da una passione sia fisica che spirituale. Hans, intellettuale maturo e padre di famiglia, si contrappone a Katharina, giovane studentessa piena di sogni e lotte per il futuro. Come le due Germanie, i loro destini si intrecciano senza mai trovare una vera unità.
Da questo punto di vista ho trovato molto intrigante la diversità con cui Hans e Katharina rispondono ai vari eventi narrati nel romanzo, inclusi quelli storici. Del resto, una ragazza neanche ventenne e un intellettuale disilluso non possono che avere approcci diametralmente opposti in un contesto simile. Hans finisce per dare sfogo alla propria rabbia per il crollo di un sistema che era partito con tante promesse, ed è poi fallito miseramente. Katharina invece subisce gli sfoghi di una generazione ormai vecchia che non ha più niente da offrire, e le cui frustrazioni non possono che abbattersi su quella più giovane, così piena di sogni e speranze. Hans ha bisogno di un bersaglio per la propria rabbia, e Katharina cerca una punizione che la esoneri dai propri peccati. Il carnefice ha bisogno della vittima, e la vittima del carnefice. Ma in questo sottile gioco di potere, chi comanda davvero?
L’autrice non privilegia nessuno dei due protagonisti, mantenendo un equilibrio che rende la narrazione più ricca. Pur lasciando intravedere una sottile preferenza, non giudica mai i desideri o i punti di vista di Hans e Katharina come giusti o sbagliati. I lettori però potrebbero non avere lo stesso atteggiamento super partes…
A CHI RACCOMANDO “KAIROS”?
“Kairos” è un romanzo profondo che, partendo da una relazione impossibile tra due persone molto diverse, ci regala riflessioni esistenziali e politiche. È un’opera scritta con grande maestria, ricca di dettagli e ambientazioni vivide che evocano la Germania di fine anni Ottanta con rara intensità. Consiglio questo libro a chi è affascinato da quel periodo storico e desidera immergersi nelle sue complessità sociali e culturali.
Ma più in generale, lo raccomanderei a tutti gli amanti della narrativa colta e sofisticata, che cercano letture capaci di stimolare il pensiero oltre la trama superficiale, invitando a riflettere sui legami tra Storia e vita privata.
Se volete acquistare il libro, potete utilizzare i seguenti link, oppure il box qui sotto: AMAZON, FELTRINELLI, IBS o su il LIBRACCIO.
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Bellissima recensione, grazie.
Posso chiedere, se possibile, un aiuto di tipo interpretativo? Al termine del libro, non sono riuscito a capire chi fosse Galilei, se parallelamente alle vicende ed agli avvenimenti affrontati, per caso ci sia stata anche una qualche storia di ‘collaborazionismo’ o addirittura spionaggio (questo fantomatico Galilei per l’appunto..).
O ho interpretato tutto male?
Grazie mille per l’eventuale risposta
Stefano
Grazie Stefano, mi fa piacere la recensione ti sia piaciuta!
Per quanto riguarda la tua domanda…
In pieno clima di Guerra Fredda, la storia d’amore tra Hans e Katharina si arricchisce con questa sottotrama aggiuntiva. Ispirandosi ad un’opera di Brecht, Hans ha infatti per lungo tempo svolto operazioni di spionaggio, con risultati tutto sommato modesti.
Non si tratta tuttavia di un elemento fondamentale ai fini della trama, ma penso ci dica comunque molto sulla personalità di Hans (doppiogiochista sia con i propri amori che con il proprio Paese).
Spero questo risponda alla tua domanda!
Andrea
Gentilissimo, grazie mille!
credo proprio che leggerò altri lavori di questa scrittrice.
Grazie ancora della disponibilità e buon lavoro
stefano
Di niente! Io ho letto la Erpenbeck per la prima volta quest’anno, ho iniziato con “Kairos” ma ho poi continuato con “Voci del verbo andare”. Ormai sono un suo grande fan!
Ti giro qui il link alla recensione nel caso ti possa interessare.
Buona serata!
https://www.gamobu.eu/recensioni/recensione-di-voci-del-verbo-andare-di-jenny-erpenbeck/
Grazie mille, leggerò attentamente in serata! Mille grazie!!