TITOLO: L’uomo sentimentale
AUTORE: Javier Marías
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1986 in Spagna, 2000 in Italia
CASA EDITRICE: Einaudi
GENERE: Narrativa, Romanzo
Tratto direttamente da “L’uomo sentimentale”:
Io non sono conformista, ma un’eccezione, tuttavia ho colleghi per i quali un’immensa città di milioni di abitanti si riduce a due o tre strade per le quali vanno solamente a piedi.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “L’UOMO SENTIMENTALE”
Il narratore della storia è un noto tenore catalano, conosciuto anche come il Leone di Napoli. Il racconto non è lineare e interseca il ricordo, il sogno e la speranza nel futuro del protagonista stesso. È un tipico triangolo amoroso: il Leone di Napoli si innamora di una donna, la sfuggente Natalia sempre accompagna dal fidato accompagnatore Dato. Natalia è sposata con un banchiere belga, Manur, che è innamorato della moglie dal primo momento in cui l’ha incontrata. Il loro è un matrimonio di circostanza in quanto, nonostante il sentimento di Manur sia reale, Natalia l’ha sposato per salvare l’attività commerciale del padre.
Il libro si svolge durante un soggiorno del Leone di Napoli a Madrid, dove si trova per interpretare Cassio nell’Otello di Verdi al Teatro de la Zarzuela. Le vite dei quattro personaggi principali – il tenore, Natalia, l’accompagnatore Dato e il banchiere Manur – si intrecciano fino ad arrivare all’incontro tra i due contendenti. Ma alla fine Natalia è quella che prende le decisioni, tanto con Manur che con il Leone di Napoli. Il triangolo amoroso naufraga tristemente.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “L’UOMO SENTIMENTALE”?
Come sempre quando abbiamo un libro da scegliere per il nostro Club del Libro, inizio sempre con qualche ricerca online. Cerco librerie, Amazon, siti che parlano di libri. Cercando tra gli scrittori spagnoli moderni, mi sono imbattuto nello scrittore Javier Marías. Cresciuto a Madrid, ma vissuto anche negli Stati Uniti dove il padre insegnava, ha seguito in qualche modo le orme del padre. Ha infatti intrapreso una carriera di traduttore di letteratura inglese, e ha finito per insegnare negli Stati Uniti e nel Regno Unito letteratura Spagnola e traduzione.
Per questo il profilo dell’autore mi ha colpito subito: ho respirato un’aria di internazionalità, e mi incuriosiva scoprire se questa caratteristica dell’autore si sarebbe anche respirata attraverso il libro. In effetti, la maggior parte del libro è ambientata tra le strade di Madrid, con riferimento alla città natale del Leone di Napoli, Barcellona. Ciò nonostante, tra tutti i suoi libri “L’uomo sentimentale” è quello che mi è saltato subito all’occhio: dopo averne letto la trama, la scelta è caduta su di lui.
COSA MI È PIACIUTO E COSA NON MI È PIACIUTO
Devo ammettere che i triangoli amorosi, proprio a livello personale, non mi piacciono. Tanto nella vita reale tanto in quella che incontriamo nei libri. Però i due contendenti di Natalia, mi hanno colpito per la diversità di carattere e occupazione. Il Leone di Napoli è un tenore catalano che si sta facendo conoscere guadagnando fama e successo. L’altro, Manur, è un banchiere belga. Pensandoci, almeno per quanto riguarda a livello lavorativo, mi sarei immaginato il cantante d’Opera molto più sensibile, rispetto a un banchiere. Uno è un artista, con una compressione maggiore del lato sentimentale. L’altro me lo immaginavo freddo e distaccato, soprattutto perché sempre preso dal lavoro.
Ma secondo me, e questa è un’interpretazione del tutto personale, il titolo “L’uomo sentimentale” si riferisce proprio a Manur. Nei capitoli dedicati all’incontro tra i due, si capisce quanto il banchiere ami la moglie. Nonostante gli impegni di lavoro, il poco tempo disponibile per stare assieme – tanto che Manur paga Dato per tenere compagnia a Natalia – l’uomo è davvero innamorato della moglie. Tutto quello che ha fatto per aiutare la famiglia di lei, l’ha fatto sicuramente per interesse economico, ma anche per aiutare Natalia stessa.
“L’UOMO SENTIMENTALE”: UN TITOLO CHE NON SI RIFERISCE ALLA VOCE NARRANTE.
Dico questo anche perché, mentre il racconto procede, il narratore, il nostro Leone di Napoli, ci racconta della sua compagna Berta. Magari sono io che sono bacchettone e vecchio stile, però fa un certo effetto osservare il protagonista che ci racconta di questa nuova fiamma, Natalia, mentre a casa ha qualcuno che lo sta aspettando. Quando inizia a parlare di Berta, il tono è distaccato, emotivamente e mentalmente. Già la definisce una cosa del passato.

Questo è sicuramente un punto che non mi è piaciuto, ovvero come il protagonista si sia comportato con la sua compagna prima di Natalia. Questo ghosting pre-social media che ha compiuto nei confronti dell’amata mi ha lasciato veramente disgustato. Soprattutto perché scopriamo più tardi cosa succede a Berta e come abbia conservato tutte le cartoline inviatole dal Leone di Napoli. Lui non ha mai messo fine alla storia, anche se è chiaro che Berta avesse già intuito la situazione in cui la loro situazione si trovava. Ma con un semplice colpo di mano, il Leone di Napoli rimpiazzata Berta con Natalia. Ma, come si suol dire, chi la fa la aspetti.
Dal punto di vista stilistico ho trovato davvero difficile all’inizio adattarmi alla scrittura. Una digressione dietro l’altra, accompagnata e proposta attraverso lunghissimi frasi che diventano quasi paragrafi, ma anche attraverso salti temporali tra passato e presente. Se all’inizio ho fatto fatica a seguire il filo del racconto, più mi inoltravo nei particolari di queste vite, più mi rendevo conto di come lo stile avesse contribuito a costruire una storia breve ma intensa.
UN ULTIMO PENSIERO SULLE PAROLE DI JAVIER MARÍAS
Le ultime tre paginette de “L’uomo sentimentale” sono una spiegazione di Javier Marías del romanzo stesso. Riporto qui di seguito le sue parole:
Ma quel di cui sono davvero convinto è che l’amore si basa in grande misura sulla sua anticipazione e sulla sua memoria.
Per me però l’amore è più in quei gesti compiuti ed espressi, che in quelli promessi e mai realizzati. Perché un amore promesso è irreale e difficile da dimenticare proprio perché fittizio. E rimarrà sempre tale con un pensiero rivolto a quello che sarebbe potuto essere, ma mai è stato e mai sarà.
A CHI RACCOMANDO “L’UOMO SENTIMENTALE”?
È un libro scritto nel 1986 con una prosa diversa da quella che possiamo trovare in opere più recenti. Trovo inoltre che il lavoro di traduzione sia stato eccellente, e ha reso molto bene il contenuto del racconto (il traduttore è Glauco Felici). Un libro che si legge in maniera piuttosto spedita, grazie alle poche pagine, ma che richiede la rilettura di qualche passaggio per chiarificarne la comprensione. Decisamente consigliato per chi vuole avvicinarsi alla letteratura spagnola.
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