TITOLO: Stanze parlanti
AUTORE: Genki Kawamura e Marie Kondo
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2023
CASA EDITRICE: Einaudi
GENERE: Narrativa
Direttamente da “Stanze parlanti”:
È come per i rapporti con le persone. Non tutte le persone che incontriamo diventano nostri amici o amanti.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “STANZE PARLANTI”
Il libro è suddiviso in 7 racconti differenti, ciascuno dei quali vede coinvolta la protagonista Miko.
- La signora che sistema la casa dopo una lunga vita col marito.
- Il signore legato al padre attraverso le guide turistiche di New York.
- La coppia che non fa altro che litigare.
- La ragazza che trasloca per trasferirsi dalla casa di famiglia al suo primo appartamento.
- La storia di come Miko ha iniziato la sua carriera.
- L’accumulatore seriale.
- La signora che voleva passare più tempo con i suoi figli.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “STANZE PARLANTI”?
Ammetto che non avevo realizzato subito che Marie Kondo fosse quella Marie Kondo. Se non la conoscete non c’è problema, ma Marie Kondo è l’esperta di riordino più conosciuta al mondo. Ha scritto bestseller da più di dieci milioni di copie, ed è arrivata su Netflix con una serie totalmente dedicata a lei.
Però quello che mi aveva spinto a leggere questo libro era l’altro autore, Genki Kawamura. Non avevo letto niente di suo, ma ha scritto un libro conosciutissimo: “Se i gatti scomparissero dal mondo”. Ho pensato che fosse un’ottima occasione per scoprirne lo stile di scrittura prima di approcciarmi ad altre sue opere.
Inoltre la piccola introduzione del libro mi ha letteralmente convinto ad acquistare e leggere il libro.
COSA MI È PIACIUTO E COSA NON MI È PIACIUTO
Sarò molto sincero: il libro non mi ha fatto impazzire. Nonostante sia molto scorrevole e si legga facilmente, le storie sono semplici e i personaggi mancano un po’ di profondità. Il focus del libro sta nel riordino della propria casa, della propria stanza, e molto meno sui personaggi stessi.
Alcuni passaggi non sono per niente chiari e anche una volta terminata la lettura non ho capito se Box si veda o meno, o se solo la protagonista Miko lo può vedere. Box è una scatola parlante che aiuta Miko nelle sue avventure. Quindi alcuni dettagli non sono spiegati per niente. E all’inizio ripete alcune cose talmente tante volte che stanca e interrompe la fluidità delle frasi.
Quello che mi è piaciuto però è stata l’ultima storia della signora che voleva fare il suo ultimo riordino anche per riavvicinare a sé i due figli. È stata la più vera, e con i personaggi e le loro vicende personali mi ha davvero coinvolto.
Nonostante in tutto il libro ci sia poco sviluppo dei personaggi, posso condividere il messaggio del riordino proposto da Marie Kondo. Riordinare gli spazi esterni può aiutare a sistemare i nostri spazi interni. Con la chiarezza dello spazio che ci circonda possiamo ritrovare noi stessi e le cose che davvero ci portano gioia. Inoltre il libro segue in ogni storia il metodo di Marie Kondo secondo cui c’è un ordine preciso per riordinare: vestiti, libri, documenti, piccoli oggetti e infine ricordi. Ogni storia del libro si focalizza su uno di queste categorie essendo il primo racconto focalizzato sui vestiti e l’ultimo sui ricordi.

A CHI RACCOMANDO “STANZE PARLANTI”?
Lo ammetto, con tutti i libri di scrittori giapponesi che ho letto negli ultimi anni, questo libro non è tra le mie raccomandazioni principali. Se cercate una buona lista di libri da leggere, potete trovare le nostre raccomandazioni nell’articolo “Libri di scrittori giapponesi da leggere: i romanzi contemporanei più amati in Italia“. Se però hai letto questo libro e hai un’opinione diversa, fammelo sapere. Magari sono io che mi sono perso il significato e le magie più nascoste di questo testo.
Se volete dissentire da questa recensione e trovare i significati nascosti, potete acquistare il libro cliccando su uno dei seguenti link: AMAZON, FELTRINELLI, IBS, o cercalo usato su il LIBRACCIO.

