TITOLO: Ultima notte a Tremor
AUTORE: Mikel Santiago
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014 in Spagna, 2024 in Italia
CASA EDITRICE: Editrice Nord
GENERE: Narrativa; Thriller
Direttamente da “Ultima notte a Tremor”:
La pulsazione non si accontentava più di essere una spina ficcata nel cervello, una spilla persa nella corteccia cerebrale. Si espandeva come mai prima. Si aprì come un fiore, come le fauci di uno squalo emerso dall’interno della mia testa. E affondò i denti.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “ULTIMA NOTTE A TREMOR”
Peter Harper ha bisogno di una pausa. Dal dolore del divorzio, dall’insoddisfazione di una carriera arrivata a un punto morto. Perciò decide di passare l’estate in un villaggio isolato sulla costa irlandese, dove le giornate scorrono lente e la sera ci si addormenta ascoltando le onde che s’infrangono sulle scogliere. Lontano da ogni preoccupazione, Peter piano piano si rilassa, stringe amicizia con una coppia di vicini e inizia una relazione con Judie, anche lei americana in vacanza.
Poi, una notte, scoppia un temporale e Peter viene colpito da un fulmine. Si risveglia in ospedale ore dopo, con un mal di testa martellante e una sensazione che non provava da quand’era bambino: un senso di pericolo imminente. Tante volte sua madre gli aveva detto che lui aveva il dono d’intuire prima degli altri cosa stava per succedere, che doveva fidarsi del suo istinto.
Peter non aveva mai creduto a quelle storie, ma adesso non sa più cosa pensare. Perché, non appena chiude gli occhi, lo tormentano incubi in cui Judie viene rapita e uccisa, perché strane ombre sembrano muoversi appena fuori del suo campo visivo e perché persino i suoi amici si comportano in maniera sospetta, come se avessero qualcosa da nascondere. Possibile che stia impazzendo? O quelle sono davvero premonizioni? Peter deve saperlo, anche a costo di scoprire una verità che va oltre ogni più cupa immaginazione…
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “ULTIMA NOTTE A TREMOR“?
Un ringraziamento speciale a Casa Editrice Nord per avermi inviato una copia di “Ultima notte a Tremor“. Appena l’ho ricevuta, ho subito sentito un brivido di anticipazione. Questo romanzo di Mikel Santiago, tradotto abilmente dallo spagnolo da Sara Papini, esce in Italia questa settimana (22 ottobre), ma non è tutto: grazie al suo enorme successo in Spagna, “Ultima notte a Tremor“ arriverà presto su Netflix come serie TV, con il debutto previsto per il 25 ottobre.
Mi schiero sempre dalla parte del libro quando si parla di adattamenti, quindi sono felice di aver potuto leggere questa storia prima di vederla sullo schermo. La narrazione di Mikel Santiago, che mescola abilmente tensione e mistero, sembra fatta apposta per una trasposizione cinematografica, e non vedo l’ora di vedere come sarà resa.
Inoltre, la mia passione per i thriller mi ha subito spinto a immergermi in questo romanzo. L’ultimo thriller che ho letto, “Il club Dumas“ di Arturo Pérez-Reverte, ha avuto una forte influenza sulla mia idea di genere, e sapere che Mikel Santiago è stato ispirato da questo autore ha reso la lettura ancora più interessante. Entrambi molto apprezzati in Spagna, è bello vedere come abbiano conquistato anche i lettori italiani.
COSA MI È PIACIUTO E COSA MI È PIACIUTO MENO
Leggendo il libro sapendo dell’imminente serie TV, mi è stato impossibile separare le due cose, e scena dopo scena, mi chiedevo come la storia sarebbe stata trasposta sullo schermo. In linea generale, penso che questo romanzo si presti bene al cinema. Le ambientazioni sono molto sceniche, con l’Irlanda rurale che diventa un palcoscenico drammatico degli eventi narrati. Sarà interessante vedere se la serie riuscirà a ricreare le suggestive scene ambientate in ampi spazi aperti, in cui il clima avverso gioca un ruolo determinante.
La condizione del protagonista Peter poi dovrebbe offrire molte opportunità alla serie TV, visto che nel libro molte volte non si capisce se quello a cui stiamo assistendo sia reale oppure no. Immagino che qui dovrà essere bravo Javier Ray (che interpreta Peter) a farci dubitare sulla veridicità di quello che stiamo vedendo.
UN FULMINE A CIEL (MOLTO POCO) SERENO
Mi ha molto intrigato il concetto che a dare il via alle visioni di Peter sia stato un fulmine, che colpisce in pieno il nostro protagonista di ritorno da una cena tra amici. L’uso dei fulmini non è nuovo in ambito letterario, soprattutto quando si vuole creare un’ambientazione paurosa. Mi viene in mente “La torre nera” di Stephen King, dove i fulmini e le tempeste contribuiscono a creare un clima di minaccia imminente.
Tra i vari fenomeni atmosferici che possono essere utilizzati a scopo narrativo, penso il fulmine sia quello più efficace in ambito sovrannaturale. Non siamo forse cresciuti con il mito di Zeus, sempre pronto a scagliare una saetta a destra e sinistra? A proposito di mitologia greca, abbiamo da poco pubblicato la nostra recensione de “Lo sguardo di Medusa” di Natalie Haynes, che potete trovare QUI.
Il fulmine, dunque, scatena il caos, è imprevedibile e fuori dal controllo umano. Come motore narrativo è uno strumento molto potente. Dà il via alla storia vera e propria, e dona una continua sensazione di pericolo. Durante un temporale, prima vediamo il fulmine visivamente, ma è solo in un secondo momento che ne percepiamo l’effetto spaventoso attraverso il tuono. Ed è proprio quest’attesa tra i due momenti che crea timore e paura. Allo stesso modo, le visioni di Peter hanno bisogno di tempo per concretizzarsi.

LA PAZZIA IN “ULTIMA NOTTE A TREMOR”
Ho sempre pensato che il problema di molti thriller psicologici sia il modo in cui viene analizzata la salute mentale dei protagonisti. In modo spesso troppo sbrigativo, i protagonisti vengono etichettati come ‘pazzi’, agevolando certi sviluppi narrativi, come l’incredulità degli altri personaggi e il loro confinamento forzato.
Senza voler fare spoiler per quanto riguarda questo romanzo, penso che Mikel Santiago segua una serie di passi tipici della categoria, ma mi è piaciuto il modo in cui lo ha fatto. C’è un modo molto specifico di affrontare il genere, e penso che questo sia dovuto al modo in cui i personaggi sono scritti. Peter è un personaggio a tutto tondo, e nel corso del libro riusciamo a capirlo molto bene. Scopriamo la sua infanzia, il rapporto coi genitori, la prima moglie, i figli, il lavoro. Il tutto non è mai posticcio, ogni elemento della sua biografia serve a capire quello che gli sta succedendo nel presente e cosa lo spinge a compiere certi gesti.
Sono i suoi personaggi così realistici a rendere certi momenti del libro coinvolgenti, lì dove molti altri libri invece cadrebbero nel tranello di cui ho parlato prima. Se i personaggi sono autentici, se li possiamo vedere e toccare, allora anche gli eventi che li riguardano assumono un’aura di autenticità riflessa. Crediamo a quello che sta succedendo loro perché crediamo in loro.
Allo stesso tempo, considerando la condizione di Peter, non possiamo fidarci di lui al 100%. Quello che stiamo leggendo è reale, o frutto delle visioni del protagonista? La scrittura di Mikel Santiago eccelle nel mantenere viva questa ambiguità: mentre crediamo nei personaggi e nelle loro azioni, la fragile condizione mentale di Peter ci costringe a chiederci continuamente se possiamo davvero fidarci di ciò che vediamo attraverso i suoi occhi.
A CHI RACCOMANDO “ULTIMA NOTTE A TREMOR”?
Consiglio “Ultima notte a Tremor” a chi ama i thriller psicologici, dove realtà e allucinazione si intrecciano con maestria, lasciando il lettore in bilico tra la paura e il sollievo. Mikel Santiago costruisce una storia avvincente, ricca di atmosfere intense e personaggi autentici, per i quali sentiamo una preoccupazione concreta.
L’ho divorato in un solo fine settimana, un segno della sua scorrevolezza e capacità di tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina. Un romanzo che non deluderà chi cerca una lettura avvincente ma allo stesso tempo non troppo impegnativa.
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