TITOLO: Vivere!
AUTORE: Yu Hua
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1997 (In Cina è stato pubblicato nel 1992)
CASA EDITRICE: Feltrinelli (inizialmente pubblicato da Donzelli Editore)
GENERE: Narrativa
Direttamente da “Vivere!”:
Ne ho combattute a decine di guerre io, e ogni volta mi dicevo: vecchio mio, anche se muori devi vivere lo stesso.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “VIVERE!”
Il libro inizia con la voce del narratore della storia. Un racconta-storie che viaggia nell’entroterra cinese alla ricerca di ballate popolari. In uno dei suoi viaggi si imbatte in Fugui, un anziano contadino, e il suo bufalo. Il contadino prende la parola, diventa narratore e inizia così a raccontare la storia della sua vita. Partendo dalla sua gioventù, Fugui racconta della ricchezza proveniente dalle terre amministrate dai sui avi, che hanno lasciato alla famiglia Xu. Il contadino prosegue spiegando come all’epoca non avesse grande interesse nel gestire in modo parsimonioso il patrimonio di famiglia. Era infatti considerato la pecora nera della famiglia: andava per bordelli, a prostitute e giocava d’azzardo. Ed è proprio questo suo ultimo vizio a portarlo alla rovina: una notte mentre gioca d’azzardo con uno degli ultimi arrivati, Fugui perde malamente e si trova in braghe di tela. Senza rendersene conto, Fugui ha dilapidato l’intera fortuna accumulata in generazioni di Xu. Il padre di Fugui dopo averlo saputo si lancia in una sfuriata contro il figlio. Queste sono le ultime parole che gli rivolge:
Arrivato in mano mia, il bufalo della famiglia Xu si è trasformato in pecora e poi ancora in oca. Con te l’oca è ritornata gallina. E adesso, non abbiamo più neanche la gallina. Ah, ah!
E così iniziano le disavventure di Fugui, costretto ad una nuova vita fatta di stenti, umiliazioni e fatica nei campi. Ma attraverso tutte le disgrazie che gli capitano, Fugui non si ferma. Grazie all’amore verso la moglie Jiazhen, il supporto della devota figlia Fengxia e la presenza del piccolo Youqing, Fugui trova la forza di vivere. La sua vita è costellata da un susseguirsi di morte, scandite dai cambiamenti soci-economici che cambiano la Cina tra gli anni ’50 e ’70.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “VIVERE!”?
Ammetto che non mi ero avvicinato alla scrittura cinese prima, forse qualche accenno e qualche estratto durante l’università. Qualche mio compagno di allora si era dedicato allo studio del cinese, ma a me l’argomento aveva sempre toccato di sfuggita. Infatti, all’epoca ero immerso anima e corpo in questa nuova cultura e lingua che era il giapponese, del tutto differente da quello che avevo conosciuto fino a quel momento.
E quindi l’opportunità di leggere qualcosa di uno scrittore cinese è caduta a fagiolo con il nostro Club del Libro. Avevo fatto una piccola ricerca online e su Amazon per trovare scrittori cinesi, non conoscendo veramente la letteratura di questo paese. Ma mentre leggevo la trama di “Vivere!” di Yu Hua mi sono detto compriamolo, poi vediamo.
Avevo anche chiesto consiglio ad una carissima amica, figlia di un ex professore di cinese all’università di Venezia e la cui madre è un’avida lettrice di narrativa, se conoscevano qualche libro da consigliarmi. Il primo libro menzionato dalla mamma della mia amica è stato proprio “Vivere!”. Un chiaro segno che questo era il libro da leggere.
COSA MI È PIACIUTO E COSA NON MI È PIACIUTO DI “VIVERE!”
Devo dire che all’inizio non è stato facilissimo avvicinarmi al personaggio di Fugui. Un giocatore d’azzardo incallito, che non rispetta la compagna o la famiglia. Culturalmente molto diverso da tutto quello che avevo letto nei libri di scrittori giapponesi. Ma mentre ne scoprivo le sfumature caratteriali, arrivando al punto cruciale del suo cambiamento, mi sono reso conto della bravura di Yu Hua. La scrittura che ti porta a rifiutare un personaggio così duro, privo di emozioni, egoista, è la più sopraffine. A me Fugui faceva un pochino schifo come persona! E Yu Hua è riuscito in questo. Le parole usate, le scene descritte, i comportamenti del personaggio, hanno creato un mostro di cui non volevo sapere niente. E infatti un po’ mi ha fatto piacere quando ha perso tutto.
Ma da lì in poi, la lettura è meravigliosa. Nonostante tutto ciò che è raccontato diventa duro da digerire (pestaggi, guerre, morti), Yu Hua ci porta in quella Cina che sta cambiando. Fugui subisce un cambiamento emotivo e caratteriale, ma davvero non è l’unico a subirlo. Il paese continua ad evolvere, senza sosta, cercando soluzioni per stare al passo con i tempi.
“VIVERE!” : UN VIAGGIO ATTRAVERSO IL CAMBIAMENTO POLITICO, SOCIALE ED ECONOMICO DELLA CINA DEL ‘900
E questo è sicuramente un altro punto a favore del libro. Mentre si legge “Vivere!” di Yu Hua, si viene trasportati nella Cina in cui il racconto è ambientato. Ci sono diversi fatti e personaggi storici che sono di estremo interesse anche per capire una delle potenze mondiali attuali. Nei racconti di Fugui, molti avvenimenti storici sono riportati come parte integrante della sua storia personale. Perché volenti o nolenti, la storia della collettività influisce sulla storia dell’individuo. E mai come nella Cina Maoista, almeno come l’ho colto io dal libro, è così vero: la collettività oltre l’individuo. Ti adegui o perisci.
Il libro incuriosisce a informarsi sull’evoluzione della politica cinese, dei suoi avvenimenti e come questi impattino tutta la società e il pensiero collettivo, anche nelle remote campagne cinesi. Decisamente un libro che fa riflettere.
E dal punto di vista letterario e umano, Yu Hua manda un messaggio forte e chiaro: non importa quanto tu abbia perso, e quanto ancora perderai nella tua vita, tu devi vivere. Un messaggio stupendo che viene raccontato da Fugui stesso al narratore e al lettore. Il contadino, nonostante perda tutto, mantiene comunque uno spirito positivo. Alla fine Fugui rappresenta in totalità l’essere umano: sia all’inizio del racconto dove rappresenta il vizio e il degrado dell’individuo; ma anche alla fine, dove tutto quello che ha passato e subito l’hanno fatto crescere e diventare l’uomo pieno di spirito e ottimismo.

A CHI RACCOMANDO “VIVERE” DI YU HUA?
Un libro semplice, ricco di riferimenti storici, e alla portata di tutti. I personaggi sono ben presentati così come le loro relazioni ed evoluzioni. Inoltre essi sono inseriti in un contesto culturale, politico e storico in continuo mutamento, che influenza dall’esterno i loro caratteri e sviluppi.
Decisamente da leggere almeno una volta per comprendere la bellezza di un pensiero esistenziale positivo e che porta alla riflessione di come vivere una vita al pieno. Ma anche per riscoprire un paese così lontano e diverso dal nostro.
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