TITOLO: Gli anni dell’abbondanza
AUTORE: Maria Costanza Boldrini
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025
CASA EDITRICE: Editrice Nord
GENERE: Romanzo
Tratto direttamente da “Gli anni dell’abbondanza”:
Sì, è diversa. Ma è diverso anche il mondo in cui viviamo. Tutto cambia velocemente, saggio è chi segue il cambiamento e non chi si attacca a ciò che c’era prima.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “GLI ANNI DELL’ABBONDANZA”
Nel cuore del centro Italia, sorge il paesino di Valchiara, affacciato sul mare. Qui vivono i Contini, una famiglia di mezzadri come tante: rispettati, laboriosi, e legati profondamente alla loro terra. Ma la loro esistenza cambia radicalmente quando Beata, una delle donne di casa, accetta un lavoro presso la Reggia Fabbrica dei Sigari. È lì che scopre il suo dono straordinario: l’abbondanza. Questo talento unico la rende amata dalle colleghe zigarare, ma attira anche l’attenzione sospettosa dei controllori della fabbrica.
Beata non è la sola a portare avanti questo dono ereditato dal nonno santo. La figlia Clarice, con una maestria innata nel cucito, e la nipote Antonia, capace di regalare preziosi istanti di vita ai moribondi per un ultimo addio, riceveranno a loro volta l’abbondanza. Un dono che si manifesta in modo diverso in ciascuna di loro, ma sempre con un impatto profondo su le loro vite e di chi le circonda.
Tuttavia, l’abbondanza non è eterna. Così come arriva, può svanire, spesso per colpa di un grande dolore. E queste donne, forti e determinate, affronteranno numerose sofferenze, dalla brutalità della Storia italiana alle ferite inflitte dagli altri. Attraverso un secolo di vicende storiche, seguiamo le vite di queste figure prodigiose, i loro mariti e la loro discendenza, in un intreccio di resilienza e destino.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “GLI ANNI DELL’ABBONDANZA”?
Come sapete, sono un grande fan delle saghe familiari. Tutto è iniziato con “La Portalettere” di Francesca Giannone. Sono poi passando ad “Una casa di ferro e di vento” di Lorenzo Bonini e Paolo Valsecchi, e l’ultimo che ho letto è stato “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci. Insomma, nel 2024 ho iniziato a dedicarmi a questo filone di romanzi, che mi avvicinano ancora di più al nostro paese e a storie bellissime.
Quando ho scoperto sull’account Instagram di Editrice Nord l’annuncio di una nuova saga familiare con un tocco di magia in uscita a gennaio, mi sono subito incuriosito. Grazie alla disponibilità del loro ufficio stampa, ho avuto l’opportunità di leggerlo in anteprima, e devo dire che è stato un ottimo modo per iniziare il 2025!
COSA MI È PIACIUTO E COSA NON MI È PIACIUTO
Il linguaggio ricercato e accuratamente scelto da Maria Costanza Boldrini in “Gli anni dell’abbondanza” cattura immediatamente l’attenzione. Pur rimanendo ancorato alla realtà delle scene descritte, il linguaggio è sempre ricercato e comprensibile, creando un equilibrio tra profondità e umanità. La capacità della scrittrice di dare vita a Valchiara, un villaggio immaginario del Centro Italia, popolato da personaggi vividi e realistici, immerge il lettore in un mondo parallelo così coinvolgente che ho finito per leggere le ultime pagine con lentezza, per prolungare l’incanto di questo piccolo universo.
UN LINGUAGGIO RICERCATO CHE PORTA IL LETTORE IN UN PICCOLO VILLAGGIO IMMAGINATO DEL CENTRO ITALIA
Al centro del racconto c’è la famiglia Contini, le cui vicende ci avvicinano a una realtà fatta di semplicità e straordinarietà. Le donne della famiglia, dotate del dono dell’abbondanza, affrontano le sfide della vita con una forza e una determinazione uniche. Fiume, la figlia di Beata, non eredita il dono, ma la sua personalità ribelle e determinata emerge con forza, rendendola un personaggio indimenticabile. È proprio questa autenticità e fermezza a definire le donne di “Gli anni dell’abbondanza”, rendendole protagoniste di un racconto di grande impatto emotivo.

Beata, la matriarca della famiglia, a soli 14 anni decide di iniziare a lavorare, nonostante l’opposizione della madre. Quel lavoro si rivela poi fondamentale, permettendole di ottenere una mantella di sigari che diventerà un simbolo di salvezza per le future generazioni di donne della famiglia. Una scelta del passato che avrà effetti positivi sul futuro, dimostrando che il vero dono di queste straordinarie donne non è solo l’abbondanza, ma la forza d’animo e l’abilità di adattarsi. Anche di fronte a gravi perdite personali, delusioni e ferite profonde, riescono a mantenere viva la speranza e a tramandare questa resilienza.
“GLI ANNI DELL’ABBONDANZA” È UN INNO A TUTTE LE DONNE, UNA CELEBRAZIONE DELLA FORZA INTERIORE CHE PERSISTE NELLE AVVERSITÀ
Non sono solo le storie personali a emergere nel libro; la grande Storia italiana fa da sfondo alle vicende delle generazioni dei Contini. Dalla fine dell’Ottocento fino agli anni del benessere, passando attraverso le due Guerre Mondiali, il Ventennio Fascista e l’occupazione nazista, il flusso del tempo si intreccia magistralmente con le vite di Beata, Clarice e Antonia e delle loro famiglie. E mentre la grande Storia le influenza, loro, a loro volta, lasciano un’impronta su di essa.
La forza del raccontare la storia e le vicende personali per me si ritrova fortemente nella scena in cui i nazisti entrano a casa di Miranda, la zia di Beata. È una scena straziante, intensa, orribile, che rispecchia l’odio, la cattiveria e la violenza di uno dei periodi più bui della nostra nazione. Qualche pagina che porta a galla un dolore non troppo lontano, di una guerra che ha messo in ginocchio l’Italia. Quel dolore, raccontato così come l’ha raccontato Maria Costanza Boldrini, è forte e ci penetra dentro. Le ultime parole di Miranda sono toccanti e strazianti:
Dica ai miei che non ho potuto vedere sempre tutto, che mi dispiace. Dica al rabbino che ho fallito, che i piccoli sono stati presi.
E se volete approfondire l’argomento del Fascismo, e soprattutto la sua nascita, Andrea ha recensito da poco “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati. Ve ne consiglio caldamente la lettura.
A CHI RACCOMANDO “GLI ANNI DELL’ABBONDANZA”?
“Gli anni dell’abbondanza” è un libro che catturerà l’interesse di tutti i fan delle saghe familiari. Con un tocco di esoterismo e un pizzico di magia, il libro non segue una famiglia reale, ma riporta molti elementi della vita personale della scrittrice, e per questo risulta così personale, così vicino a noi. È un’opera da non perdere, soprattutto se siete alla ricerca di un testo dal linguaggio ricco ma accessibile a tutti, una sfida che Maria Costanza Boldrini ha saputo affrontare con maestria.
Se amate gli sfondi storici nelle vostre letture, le trasformazioni di Valchiara riflettono l’evoluzione della storia italiana. Un libro che vi consiglio caldamente per iniziare il 2025 con una lettura intensa e coinvolgente.
Se ami le saghe familiari e vuoi scoprirne altre da non perdere, trovi tutti i nostri consigli qui: “Saghe familiari da leggere: guida completa ai migliori libri italiani e internazionali”.
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recensione fantastica che ti fa davvero venire la curiosità di leggere questo libro
Grazie Antonella! Facci sapere se lo leggerai allora!