TITOLO: Una casa di ferro e di vento
AUTORE: Lorenzo Bonini e Paolo Valsecchi
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2024
CASA EDITRICE: Editrice Nord
GENERE: Narrativa, Romanzo Storico
Tratto direttamente da “Una casa di ferro e di vento”:
Perché la villa, Marta ormai lo ha capito, non è mai stata né un eden né l’inferno. Solo lo specchio spietato di tante anime, spesso incapaci di comprendersi l’un l’altra. Ciascuna alla ricerca disperata di un brandello di pace e libertà.
RIASSUNTO DELLA TRAMA DI “UNA CASA DI FERRO E DI VENTO”
GRB, ovvero Giuseppe Riccardo Badoni, è uno degli imprenditori più importanti della storia del ‘900 italiano e della ricostruzione del Paese del secondo dopoguerra. Orfano di entrambi i genitori sin da giovane, cresce costruendo un impero a Lecco grazie all’azienda avviata dalla famiglia e che produce ferro. Padre di undici figlie e un solo figlio maschio, sposato due volte, con Adriana prima, e con Emilia poi, GRB è un visionario, estremamente ambizioso che tende a gestire la famiglia come la sua fabbrica.
Il romanzo ci porta a scoprire la famiglia e i dettagli più intimi di alcuni di loro, attraverso le loro storie personali, le loro emozioni e la fabbrica tanto amata dal patriarca GRB. Un romanzo che porta alla luce dettagli così intimi grazie anche a Marta Badoni, ultima figlia di GRB, che ha raccontato ai due autori del libro la storia della famiglia come mai prima d’ora. Un romanzo che ripercorre i lutti, i sacrifici, le solitudini, e gli amori di una famiglia che ha segnato la storia del Novecento italiano.
COSA MI HA SPINTO A LEGGERE “UNA CASA DI FERRO E DI VENTO“?
Come sapete amo molto le saghe familiari: da “La portalettere“, a “Domani, Domani“, passando per “Come l’arancio amaro” e “Il cognome delle donne“. Insomma quest’anno mi sono appassionato a questo genere del tutto nuovo per me.
Una delle cose che amo molto di questi romanzi è che raccontano anche storie del nostro territorio, e forse vivendo all’estero, questo mi avvicina di nuovo al nostro Paese. E così quando ho visto che Editrice Nord avrebbe lanciato una nuova saga familiare, l’ho dovuta acquistare. Anche perché il romanzo riguarda la famiglia Badoni, famiglia lecchese realmente vissuta, e la cui storia si intreccia con quella italiana.
L’impatto sull’industria italiana del ‘900 dell’azienda Badoni è testimoniato dai grandi lavori in cui hanno partecipato: dalla Stazione Centrale di Milano, la teleferica di Lecco o ancora il Ponte sul Bosforo (potete trovare alcuni video storici sul sito del Politecnico di Milano QUI). Ma ammetto che prima del libro non ero a conoscenza di tutti questi dettagli, ed è proprio per questo che amo leggere romanzi come questo.
COSA MI È PIACIUTO E COSA NON MI È PIACIUTO
Innanzitutto, il fatto che Marta Badoni abbia raccontato la storia della sua famiglia ai due scrittori, Bonini e Valseccho, arricchisce profondamente la narrazione del libro. Le numerose ricerche svolte per la stesura, insieme all’accesso al diario autentico di Giuseppe Riccardo Badoni, permettono alla storia di emergere vividamente dalle pagine.
Ho apprezzato molto la struttura del libro, con capitoli dedicati a ciascun membro della famiglia, che permettono di far emergere sfumature uniche legate al periodo storico e alla personalità di ognuno. La cosa più interessante è come tutti loro orbitino attorno alla figura di GRB, influenzati dal suo carattere e dalle sue volontà. Emblematico è il caso della figlia Laura, a cui GRB chiede di trasmettere il cognome Badoni ai suoi figli e di ottenere il suo consenso per crescere il nipote Giuseppe, primogenito di Laura, con l’obiettivo di farne il futuro leader dell’azienda.

Come accennato, amo i libri che raccontano la storia del nostro Paese attraverso il romanzo. Oltre a essere una saga familiare, “Una casa di ferro e di vento” è anche un romanzo storico: molti eventi della storia d’Italia si rivivono attraverso gli occhi dei Badoni e le loro esperienze personali, come la perdita della prima moglie di GRB, Adriana, o la morte del compagno di Sofia, una delle figlie nate dal primo matrimonio.
GRB: UN PATRIARCA VISIONARIO CHE HA CERCATO DI TENERE LA FAMIGLIA UNITA ATTRAVERSO LE GENERAZIONI
Ciò che emerge dal racconto è la sofferenza di GRB, segnata dai numerosi lutti. Nel tentativo di unire le sue due famiglie, quella avuta da Adriana e quella avuta da Emilia, ha scelto di dare ai suoi figli i nomi dei suoi cari. Antonio e Laura, figli del primo matrimonio, portano i nomi dei suoi genitori, e la sua amata Adriana ha dato il nome alla primogenita del secondo matrimonio. Un tentativo chiaro di colmare le sue ferite d’infanzia, cercando di costruire una famiglia solida attorno a sé. Tuttavia, il tentativo è in parte fallito: chi ha potuto, tra i suoi discendenti, si è allontanato dalla fabbrica e dal suo controllo.
Uno dei personaggi più emblematici, che ho amato particolarmente, è Piera, poetessa e anima sensibile che rivive anche attraverso le sue parole. Ogni capitolo si apre con i versi di Piera Badoni, in un bellissimo tocco degli autori: una poesia per ogni capitolo, una piccola storia prima della storia stessa. Trovo che nonostante a Piera sia dedicato un solo capitolo del libro, questo sia più che sufficiente a farci capire che è Piera e ad apprezzare tutte le sue poesie.
A CHI RACCOMANDO “UNA CASA DI FERRO E DI VENTO“?
Consiglio questo libro a chi ama le saghe familiari e i romanzi storici. È un racconto lucido e autentico sulla famiglia Badoni, la loro storia e il loro declino, che ci mostra l’Italia attraverso due guerre dal punto di vista di chi le ha vissute nell’industria italiana. Ideale per chi desidera scoprire il passato del nostro Paese attraverso le vite di chi ci ha preceduto.
Se ti sono piaciute queste atmosfere e vuoi continuare con altre storie di famiglia, trovi una selezione completa nella nostra guida alle migliori saghe familiari da leggere.
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